Circle time: lo spazio di libera espressione dove le parole danno forma a pensieri ed emozioni

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di Maria Campagna per Focus Junior

È lunedì e, come ogni inizio settimana, gli alunni di quinta sanno che faranno “il tempo del cerchio”. Per noi maestre è il circle time, ma con loro chiamiamo così questo spazio di libera espressione, dove le parole danno forma a pensieri ed emozioni.

I bambini spostano in fretta i banchi ai lati dell’aula e dispongono le sedie in cerchio. Ognuno si siede dove desidera. Dopo averli salutati, ricordo loro che questa attività durerà circa 30 minuti.

Chiedo a Elena di estrarre un bigliettino dalla scatola in cui sono contenuti i temi scelti da loro a inizio anno. Sul “pizzino” di carta c’è scritto: scuola media. A quel punto si ricordano insieme le regole: «se un compagno sta parlando e un altro interviene su di lui non va bene, non bisogna parlarsi sopra»; «si rispetta il proprio turno»; «le cose che si dicono nel cerchio restano nel cerchio, non si usano per fare pettegolezzi né per offendere»; «l’ultima regola è che non si commenta».

Diritti e doveri sono stati ben appresi: i bambini hanno imparato a non fare commenti negativi, intervengono per sostenere i compagni o per chiedere un chiarimento. Non usano più un “testimone” per passare la parola, lo fanno con uno sguardo.

VIA AGLI INTERVENTI

A iniziare sono io, che declino il tema in una frase che serva da incipit: «Quando penso alla scuola media…».

Emanuele interviene per primo, in maniera seria: Chimica. Vorrei studiarla». Giulia è più spensierata: «Felicità, perché potrò incontrare di nuovo i miei amici di scuola». Ma c’è anche Daniele, che dice solo «paura e preoccupazione».

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