Per cosa andiamo a votare? Le Elezioni Europee spiegate a un bambino di 10 anni

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Si avvicina a grandi falcate l’appuntamento del 26 maggio con le Elezioni Europee. Si tratta di una tornata elettorale molto importante di cui, però, spesso non si conoscono funzionamento, e finalità. Sovente, infatti, va a finire che si guardi ai risultati delle Europee solo in termini di affermazione (o sconfitta) delle forze politiche a livello nazionale.

Elezioni Europee: non solo politica interna

Guardando al passato, per esempio, accade che un partito come il PD di Matteo Renzi prenda il 40% dei voti (come alle Europee 2014) e che rivendichi il successo sugli altri partiti italiani a livello nazionale. Senza enfatizzare, o spiegare, i riverberi del voto a livello continentale. In altri termini: se pensiamo solo al significato politico interno, perché andiamo a votare per elezioni che coinvolgono l’intera Unione Europea?

Per cercare di capirci qualcosa bisogna partire dalle tre principali istituzioni europee. Quei posti – cioè – dove si prendono le decisioni più importanti per l’UE.

La Commissione Europea

Prima di tutto c’è la Commissione Europea, l’organo dell’Unione che detiene il potere esecutivo. Questo significa che la Commissione ha il compito di proporre le leggi che poi andranno approvate dalle altre due maggiori istituzioni: il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo. In un certo senso la Commissione ha la stessa funzione del governo nelle istituzioni italiane. La Commissione è composta da un delegato per ogni Stato membro dell’Unione europea (28 in tutto) detto Commissario. Ciascun delegato, però, non rappresenta politicamente il suo paese di provenienza ma l’Unione nel suo insieme.

Il Consiglio Europeo

Poi c’è il Consiglio Europeo (per esteso: Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo). Un organismo dove si ritrovano per approvare le leggi i vari Giuseppe Conte, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Pedro Sanchez etc. In questo caso, i capi di Stato e di governo rappresentano politicamente il loro paese d’origine. A seconda dei casi, il Consiglio approva le leggi proposte dalla Commissione Europea votando all’unanimità o a maggioranza qualificata.

Il futuro parlamento europeo stando ai sondaggi

Ecco per cosa andiamo a votare: il Parlamento Europeo

Infine, e questo è ciò che interessa al momento, c’è il Parlamento Europeo (detto anche Europarlamento). Il 26 maggio andremo alle urne per eleggere i deputati che andranno a formare questo organismo dell’Unione, detti anche eurodeputati. La scelta dei parlamentari europei è molto importante per una serie di motivi.

Il primo è che l’Europarlamento è l’unico vero organo dell’Unione a elezione diretta e democratica. I Commissari, ad esempio, sono figure nominate e non elette. Così come i rappresentanti del Consiglio Europeo – vedi sopra – arrivano in maniera “indiretta” a rappresentare ogni singolo paese nell’Unione.

Il secondo è che le Elezioni Europee sono uno dei più grandi processi democratici al mondo. L’Europarlamento, infatti è composto da ben 750 deputati, più il Presidente, e si riunisce a Bruxelles e Strasburgo. Inoltre, gli aventi diritto, cioè quelli che possono andare a votare per le Europee, costituiscono il più grande elettorato democratico trans-nazionale del mondo. Domenica, infatti, andranno alle urne circa 375 milioni di persone.

Infine, ma non meno importante, i voti per i partiti nazionali – come Lega, M5s, PD etc. – confluiscono nelle grandi famiglie politiche europee. Si tratta di partiti più grandi dove i piccoli partiti nazionali confluiscono per formare le alleanze nell’Unione. Dagli equilibri politici al Parlamento Europeo, e questa è la cosa che conta, dipendono scelte fondamentali come la presidenza della Commissione Europea e dell’Europarlamento stesso.

Per concludere, facciamo qualche esempio di “parentela” tra partiti nazionali italiani e famiglie politiche europee.

Il Partito Democratico fa parte fa parte dell’S&D, il partito dei Socialisti e Dei Democratici. Forza Italia, invece, è membro Partito Popolare Europeo, la famiglia politica dei “conservatori” di cui fanno parte anche Angela Merkel, Theresa May e l’ex premier spagnolo Mariano Rajoy. +Europa, la lista di Emma Bonino, fa parte dell’ALDE, l’alleanza dei liberali e dei democratici europei. Un partito di centro molto importante per gli equilibri politici di Bruxelles, il più rilevante dopo Socialisti e Popolari.

Insomma, l’appuntamento elettorale del 26 giugno è davvero una tappa fondamentale. Bisogna però andare oltre le dichiarazioni dei politici sulle conseguenze delle Europee nella politica interna. Concentrandosi, quindi, su quello che significa in senso più ampio la scelta degli Eurodeputati.

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