Flc Cgil paladina sul blocco della autonomia differenziata e sul rinnovo del Contratto

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La Flc Cgil, che non parteciperà allo sciopero del 17 maggio, rimane insieme agli altri sindacati rappresentativi della scuola, uno dei più grandi ostacoli al progetto di autonomia differenziata promosso dalle regioni Lombardia e Veneto. Di seguito si vuole esporre la posizione della Flc sia sulla cosiddetta autonomia differenziata sia sul rinnovo del contratto ed eliminazione del precariato:

• Autonomia differenziata

La Flc ha chiesto che il disegno politico della cosiddetta autonomia differenziata perseguito dall’attuale Governo venga immediatamente bloccato. La Flc è convinta che andare avanti nel processo di autonomia differenziata sia profondamente sbagliato, perché la regionalizzazione stravolgerebbe il senso stesso della contrattazione nazionale e conseguentemente il diritto allo stesso trattamento stipendiale in tutte le scuole del Paese come base fondamentale dell’eguale trattamento dell’alunno.

L’organizzazione sindacale ha sottolineato che non si tratta però solo di un problema contrattuale, ma di qualcosa di molto più profondo: l’autonomia differenziata in materia di istruzione non rispetta il comma 3 dell’articolo 116 della Costituzione, ma ne è una palese distorsione, dal momento che non sono stati determinati i Lep e che non è stata mai varata una legge di principi a livello nazionale sulla legislazione concorrente. Senza queste condizioni preliminari previste dalla Costituzione, l’autonomia differenziata sarebbe un “cavallo di Troia” per smontare l’unità della scuola nazionale.

• Rinnovo del Contratto

Secondo la Flc la legge di bilancio ha stanziato risorse per garantire a regime un aumento delle retribuzioni di tutta la PA dell’1,95%: per la PA rappresenta un aumento medio di circa 49 euro, per la scuola rappresenta un aumento di 43 euro. Le nostre retribuzioni come ha certificato recentemente la ragioneria generale dello Stato sono le più basse del settore pubblico. Mentre chi ha la responsabilità di formare le future generazioni, così come avviene nel resto d’Europa, dovrebbe essere ben formato e adeguatamente pagato.

Sempre per la Flc Cgil per salvaguardare gli stipendi rispetto all’inflazione e per mantenere l’elemento perequativo per tutta la PA occorrerebbero circa 4,1 miliardi di euro rispetto ai 1.775 euro stanziati dalla legge di bilancio. Occorrono poi risorse aggiuntive per traguardare gli stipendi italiani a quelli dei colleghi europei. La differenza tra lo stipendio di un docente italiano e di un docente europeo è mediamente del 24% (dati Rapporto Ocse 2018).

• Precariato

La Flc Cgil ha ribadito con forza che non potrà migliorare la qualità dl servizio scolastico se non si elimina il precariato dalle nostre scuole e dai nostri settori. Solo dando stabilità e serenità al personale si potrà assicurare la continuità didattica e conseguentemente aumentare la qualità dell’offerta formativa.
Sono tantissimi gli insegnanti sia a tempo indeterminato che a tempo determinato che seguono con fiducia queste linee guida per evitare il concretizzarsi dello spettro autonomia differenziata, per l’eliminazione definitiva del precariato e per avere retribuzioni più vicine a quelle dei colleghi del resto d’Europa.

Aldo Domenico Ficara

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