Di Maio sulla regionalizzazione: “Possiamo non essere d’accordo sull’autonomia scritta cosi”

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Di Maio torna a parlare di regionalizzazione. “Possiamo non essere d’accordo sull’autonomia scritta cosi’. Abbiate pazienza: posso essere d’accordo che Lombardia e Veneto debbano avere l’autonomia perché hanno votato con referendum, ma non per creare sanità serie A e sanità di Serie B o scuole di serie A e scuole di serie B”.

E’ la stoccata del vicepremier Luigi Di Maio all’indirizzo del progetto di riforma sull’autonomia delle regioni.

“Non posso accettare che in Veneto si voglia fare un concorso per gli insegnanti che vale solo in Veneto con degli stipendi più alti per gli insegnanti del Veneto a scapito di tutti quanti gli insegnanti – ha insistito Di Maio. Io ho promesso agli insegnanti italiani che quella legge sulla Buona Scuola l’avremmo abolita un po’ alla volta: vediamo. Poi magari saranno promesse? Una cosa alla volta come ho fatto con il reddito…” ha concluso il vicepremier.

Regionalizzazione, Maranzana: “Il ministro Bussetti si arrampica sugli specchi e non affronta la questione”

Il ministro Marco Bussetti ha dato un giudizio positivo alla domanda: “La regionalizzazione del servizio scolastico potrebbe sanare la mancata entrata in regime dell’autonomia scolastica?”.

Dopo aver compendiato l’evoluzione del servizio scolastico in quattro fasi [scuola del programma, della programmazione, della progettazione, delle indicazioni], ha giustificato il decentramento regionale dicendo: “Evidente che l’attenzione verso il bisogno locale si ha quando più si è vicino ai problemi, ecco perché l’autonomia può essere un’opportunità proprio in questa veste”.

Si tratta di una chiacchierata a ruota libera: l’autonomia scolastica che “si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione, mirati allo sviluppo della persona umana” è nel cestino dei rifiuti, unitamente agli studi pedagogici.

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