Diplomi falsi: si allarga lo scandalo per bidelli e amministrativi. Un’altra regione nel mirino della Procura

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Si allarga anche alla regione Piemonte lo scandalo dei diplomi falsi pagati profumatamente da bidelli e amministrativi per scalare le graduatorie della scuola pubblica. Lo riporta oggi La Repubblicaprecisando che c’è una vera e propria organizzazione illegale dietro l’erogazione di titoli falsi in cambio di somme fino a 15mila euro.

A far emergere la vicenda i racconti fatti ai sindacati dai lavoratori, licenziati in questi mesi dalle scuole del Torinese che hanno avviato i controlli sulle certificazioni. “Quanto è accaduto è inaccettabile – commenta Luisa Limone di Flc Cgil. “Va tutelato il diritto di chi si è comportato in modo onesto e condannato chi porta avanti pratiche truffaldine”.

“Il numero dei posti disponibili e delle assunzioni a tempo indeterminato – prosegue Simone – è molto più basso di quanto servirebbe e deve però far riflettere che si sia arrivati a questa situazione. Mi sembra molto preoccupante per il sistema. Va apprezzato l’atteggiamento degli uffici scolastici regionale e provinciale. Il passo successivo però deve guardare verso una stabilizzazione dei precari”.

Tagliente anche il commento di  Teresa Olivieri, segretaria torinese della Cisl Scuola: “I falsi e chi li ha fatti vanno condannati – ragiona – Trovo che sia inquietante anche la disponibilità alla truffa di queste persone che sapevano, nella maggior parte dei casi, che i diplomi erano falsi e si sono piegati a pagare cifre importanti”.

Nel mirino della procura di Torino sono finite 146 persone. Le false attestazioni, spiega Rep, e i lavoratori arrivano tutti da Campania, Calabria e Sicilia.

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