Ddl Concretezza: via libera alla Camera. “In arrivo video-sorveglianza a scuola e regole ad hoc per il personale”

5  min di lettura

Impronte digitali in funzione anti-furbetti e una riforma del reclutamento che mira a rendere più veloci le assunzioni. Questi i pilastri del Ddl Concretezza, approvato dalla Camera. Il testo ora tornerà al Senato ma difficilmente ci sara’ ancora spazio per le modifiche.

“Una legge di civiltà'” per il vicepremier Matteo Salvini, che ringrazia cosi’ il ministro della P.a, Giulia Bongiorno, autrice del disegno di legge, che insiste sulla lotta all’assenteismo come “dovere”. Ecco allora le principali novità’ del provvedimento.

CONTROLLO BIOMETRICO, MA INSEGNANTI ESCLUSI

Impronte digitali o verifica dell’iride, al posto del cartellino, per accertare gli ingressi a lavoro. Nel testo per ora c’e’ solo il principio, la realizzazione del meccanismo e’ demandata a un successivo decreto. C’e’ poi da dire che alcune categorie sono escluse (forze dell’ordine, magistratura, prefetti). E per la scuola vigeranno regole ad hoc. Nessun controllo per i docenti, gia’ sottoposti al registro elettronico, mentre per i presidi una qualche forma di vigilanza dovrà essere trovata. Inoltre, insieme alla verifica biometrica, in contemporanea e non in alternativa, il ddl prevede il ricorso alla video-sorveglianza.

CONCORSI SPRINT E QUIZ

Si apre al test a risposta multipla sia per le prove pre-selettive, che scatterebbero quando il numero dei candidati doppia quello dei posti a bando, sia per gli scritti. C’e’ un’indicazione a concentrare le prove e per i profili tecnici potrebbe anche bastare una verifica pratica. Via libera alla correzione automatizzata e alla creazione di sottocommissioni quando si oltrepassano i 250 candidati, con la possibilità di ricorrere anche a pensionati. Non ci sara’ poi bisogno di un’autorizzazione preventiva ad assumere (nel limite dell’80% delle facoltà’).

NUCLEO DELLA CONCRETEZZA E MOBILITA’ PIÙ FACILE

Un pool di 53 unita’ che vigilerà’ sul corretto funzionamento delle amministrazioni, attraverso visite, sopralluoghi e proponendo misure correttive. Arrivano inoltre incentivi ai passaggi tra il settore privato e quello pubblico. Tra le novità la possibilità di godere dell’aspettativa, senza assegni, anche per chi non e’ dirigente Inoltre il periodo di aspettativa, che dura cinque anni, potra’ essere rinnovato anche se per una sola volta.

di Marianna Berti – Ansa

I commenti sono chiusi.