I prof boicottano il registro elettronico: “Non inseriamo i voti, i ragazzi devono parlare con i genitori”

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I prof boicottano il registro elettronico. Voti sì, ma bloccati per i genitori. E’ quanto hanno deciso alcuni insegnanti milanesi.

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“E’ uno strumento utilissimo su tanti fronti e non ci sono dubbi. Ma trovo ingiusto che uno studente non abbia la possibilità di raccontare lui stesso, a casa, che un’interrogazione non è andata bene o che ha preso un brutto voto, perché mamme e papà hanno già visto tutto in tempo reale dall’ufficio”. E’ quanto ha dichiarato a Repubblica Angela Saglia, professoressa di lettere del liceo classico Berchet.

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La prof ha aspettato una settimana prima di inserire il voto di interrogazioni o verifiche in modo che i ragazzi potessero comunicarlo personalmente ai genitori. “E’ difficile, certo, ma non possiamo togliergli questo diritto. Si cresce anche così. Queste generazioni subiscono spesso un’ingerenza troppo grande da parte dei genitori”.

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Ci sono scuole, si legge ancora, che per evitare problemi hanno scelto di chiudere ai genitori tutti gli accessi sui voti. Succede soprattutto in quelle dove studiano i più piccoli. Ad esempio, alla Rinnovata Pizzigoni, “le maestre non vogliono perdere il contatto con le famiglie e hanno preferito questa strada”. La preside Giovanna Mezzatesta ha aggiunto “Pensano che i voti dati ai bambini messi online siano troppo freddi senza una spiegazione” .

Al comprensivo Giusti D’Assisi, invece, le famiglie non hanno accesso a nulla. Il registro elettronico serve per rendere tutto più trasparente e comodo durante gli scrutini.

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