Non chiamatela “scuolite” o “mal di scuola”: dietro tante assenze può nascondersi un vero disturbo psichico

6  min di lettura

“Scuolite” e “mal di scuola” sono solo alcuni dei nomignoli che genitori e docenti coniano di fronte agli alunni che non vogliono andare a scuola. I ragazzi, spesso, si trincerano dietro un mal di testa, un mal di pancia, una nausea, e gli adulti spesso finiscono per derubricare questo disagio a semplice “scuolite”.

Lo studio

Al contrario, però, “dietro il rifiuto della scuola potrebbe nascondersi una grave forma di ansia che impedisce di vivere serenamente gli anni della formazione giovanile compromettendo così anche il successo della futura vita professionale”. E’ quanto sostiene un’analisi a cura della testata specialistica Health Care, riprendendo uno studio recentemente pubblicato dalla rivista Child and Adolescent Mental Health.

In altri termini, bisogna analizzare il fenomeno dell’assenteismo da una prospettiva completamente diversa: quella dei ragazzi. Dietro le etichette di “scansafatiche”, “ribelli”, “lavativi” etc. si nascondono spesso profonde cause di disagio e di ansia. Non si tratta, ovviamente, della banale ansia per l’interrogazione, per il compito in classe e per ogni tipo di verifica del profitto. E’ qualcosa di molto più profondo.

Scuolite: disagio profondo

Katie Finning, a capo del progetto di ricerca per la University of Exeter, Regno Unito, non ha dubbi in merito. “Siamo rimasti sorpresi di aver trovato prove che l’ansia sia associata ad assenze ingiustificate, spesso ritenute correlate a difficoltà comportamentali piuttosto che a problemi emotivi come l’ansia o la depressione”.

Lo studio ha considerato quattro tipi di assenze.

  • Ingiustificate (filoni, seghe)
  • giustificate da motivi medici
  • rifiuto della scuola legato a disagio emotivo
  • assenteismo per qualsiasi ragione

Ambiente ostile

I ricercatori hanno dimostrato che esiste una connessione tra l’ansia e il rifiuto emotivo della scuola, percepita poco accogliente se non addirittura ostile. A creare situazioni simili contribuiscono tanti fattori. “Le interazioni sociali con i compagni e con il personale della scuola – spiega Finning – Oppure le richieste didattiche o ancora la separazione dalle persone care della famiglia. L’ansia può anche causare sintomi fisici come mal di testa o mal di pancia che possono avere un impatto sulla presenza a scuola»

Nei cosiddetti “ribelli” e “lavativi”, quindi, a prevalere è l’ansia più che dalla voglia di trasgressione. “Insomma – conclude Health Care –  la ‘scuolite’ può manifestarsi in modi diversi, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo psicologico profondo e invalidante come l’ansia”.

Leggi altre notizie su OggiScuola

Seguici su Facebook e Twitter

I commenti sono chiusi.