Scuola, l’Invalsi certifica l’esistenza di due Italie: il divario tra Nord e Sud

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Scuola, l’Invalsi certifica l’esistenza di due Italie. Al Sud le scuole secondarie di primo grado eccellenti sono appena l’1%, mentre gli istituti che non riescono ad incidere sul rendimento degli studenti sono oltre il 10%.

Nel Centro Nord, partendo da Firenze, la differenza e’ molto meno accentuata

Stesso copione negli istituti secondari di secondo grado. Nei licei classici e scientifici del Meridione, ad esempio, le scuole efficaci sono il 3-4%, mentre quelle “meno efficaci” sono meno del 10%. Nel resto del Paese la predetta differenza e’ meno marcata.

Sempre secondo l’Invalsi, anche alla primaria il gap formativo regionale risulta confermato. Il Mezzogiorno e le Isole maggiori si caratterizzano, rispetto all’Italia del Centro-Nord, per una tendenza alla polarizzazione tra scuole che conseguono risultati superiori e scuole che conseguono risultati inferiori a quelli che si potevano predire in base alle caratteristiche dei loro studenti.

Sono queste le conclusioni a cui e’ giunto l’Istituto sul “valore aggiunto” o “effetto scuola”. La misura della qualità delle competenze degli studenti “al netto” di tre fattori che non dipendono direttamente dalle scuole: il livello socio-culturale del territorio (background ambientale); il livello socio-culturale della famiglia di ciascun alunno (background individuale). Le competenze che gli studenti già possedevano all’ingresso della scuola.

IL COMMENTO DI PACIFICO

“Questi risultati sugli apprendimenti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, anche se di natura puramente quantitativa, con tutti i limiti che tali rilevazioni comportano, non fanno altro che confermare la presenza nella nostra Penisola di due realtà formative sostanzialmente diverse. E’ come se si vivesse in ‘due Italie’. Da una parte c’e’ il Nord, dove il tempo pieno e’ garantito sostanzialmente per l’intera domanda e i servizi annessi agli istituti scolastici, come gli scuola-bus, le mense, gli agenti territoriali a supporto, oltre ai buoni livelli socio-culturali del posto, alla lunga non possono che dare un’impronta positiva sui livelli dell’offerta didattica e sugli apprendimenti che ne conseguono”.

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