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Sciopero per il clima. Spicola al Miur: “Ipocrita vietarlo e poi parlare di Cittadinanza e Costituzione”

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“In molti Paesi le manifestazioni hanno avuto il patrocinio e il benestare dei rispettivi ministeri all’istruzione. Da noi il #Fridaysforfuture è stato liquidato dal ministro Bussetti con un “si va a scuola regolarmente”, nonostante abbiano aderito molti docenti e alcuni presidi insieme alle loro scuole”. A scrivere è Mila Spicola, prof di Arte, architetta ed esponente PD.

In un editoriale su Democratica, Spicola esprime il suo disappunto per la posizione assunta da Viale Trastevere rispetto alle manifestazioni organizzate in risposta all’appello di Greta Thunberg . “I temi ambientali – spiega Spicola – sono inseriti nelle indicazioni nazionali per il curriculum delle scuole superiori in tutti gli indirizzi di studio,  cioè sono temi da “programma scolastico””.

“Lo stesso Presidente Mattarella – continua – ha tenuto a sottolineare l’importanza della sensibilizzazione, e non solo dell’azione”. “Temi da giovani che poi passano in secondo piano da adulti? Come se non fossero prioritari?” chiede in modo caustico l’esponente Dem.

L’Europa c’è, il Miur no

Un passaggio importante riguarda i temi dell’ecologia e il ruolo fondamentale che hanno avuto in tal senso le politiche europee. “Sarebbe da rendere merito a quell’Europa che tanti andiamo dicendo “Europa sì ma non così”, che proprio sui temi ambientali invece, “Sì, proprio così“, perché ha fatto da argine in questi anni, con enormi resistenze, a politiche nazionali dissennate”.

Poi l’attacco a viso aperto al Miur. Il quale – secondo Spicola – avrebbe potuto giocare una parte importante nel rendere la manifestazione costruttiva e propositiva. “Per il nostro Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, aderire in maniera ufficiale alla giornata di sciopero avrebbe contribuito a fugare il sospetto di velleitarismo idealistico giovanile. In cui molti vorrebbero confinare questa mobilitazione, per farne materia “da maturità”, di riflessione matura”.

Come?

“Approfondendo i passi che si son fatti, i trattati sul clima, le tante indicazioni europee e nazionali, che quando arrivano vengono accolte anche nelle loro famiglie storcendo il naso. Tanti gli esempi: dai nostri sacchetti biodegradabili per far la spesa alle ecotasse sulle auto da cui son partite le proteste dei gilet giall francesi. Mostrando come, se un tempo il nemico erano le idealizzazioni retoriche, oggi il nemico è la polarizzazione di parte, che confonde capre e cavoli, che fa di tutta l’erba un fascio e che riduce a rivendicazioni di pochi, temi e difese per tanti. Questa mobilitazione che sul piano delle adesioni studentesche sarà massiccia, poteva rientrare in una delle attività di quella “materia non materia” che sarà per la prima volta oggetto d’esame, ovvero Cittadinanza e Costituzione.

“Qualcuno potrebbe dire – argomenta Spicola – possono farlo comunque, in altro modo, nelle classi, con altri eventi. Io dico piuttosto: un’occasione persa. Per il Ministero, per il Ministro. Per la Scuola. E invece no, da Bussetti solo un laconico: “Andate a scuola”. Ma anche questo è “fare scuola”, direi che questi ragazzi e queste ragazze, dando senso concreto a quello che studiano e facendolo loro, faranno scuola eccome. Peccato”.

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