La scuola non è una fabbrica

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La scuola non è una fabbrica. Riceviamo e pubblichiamo il contributo del professore e flautista Marco Gaudino

Mi sono ritrovato molto spesso in dei contesti scolastici dove non mi percepivo come un professionista, ma quasi un come un operaio di fabbrica.

Contesti dove l’importanza degli orari da rispettare superavano l’operato svolto e dove lo stesso operato svolto passava inosservato se fatto bene e da contestare se fatto male.

Nelle fabbriche ci sta un padrone e gli impiegati sono trattati come garzoni da bottega. Ecco, in alcuni contesti scolastici e nella gestione di alcune dirigenze, la cosa mi è sembrata uguale.
E’ proprio il concetto di scuola fabbrica introdotto negli anni che ha rovinato l’immagine del docente.

L’alunno è diventato un prodotto da fare e, se non lo si fa bene, almeno su carta, la colpa resta del docente e basta.
A chi dire che gli alunni non sono un prodotto, mentre i docenti dei professionisti e non impiegati da trattare come manovali?
Tutto grava su di loro: la condotta degli alunni e il loro rendimento.

Tutto è colpa dei docenti

Molti dirigenti si chiudono nei loro uffici a produrre una mare di carte, carte, carte, e invece in molte scuole urgerebbe la presenza del D.S collaborativo.
In troppe scuole, forse, occorrerebbe la figura di un D.S fuori dalla dirigenza.

Un tipo di preside, vecchio stampo, che girando per la scuola supporti il lavoro dei docenti, in un’immagine autorevole non per gli insegnanti e basta, ma soprattutto verso gli alunni e i genitori.

Il D.S capo di azienda è oggi più che mai una figura ridicola, soprattutto in un tipo di contesto dove il prodotto finale dovrebbe essere la produzione di saperi e la formazione della persona “civile e democratica”.

Il D.S è oggi un tipo di personaggio, incarnato da molti giovani presidi e non solo, che si pone come figura quasi dittatoriale verso i suoi dipendenti, risultando agli occhi di tanti e in certe situazioni, addirittura maleducato.

La scuola ha bisogno di dirigenze che cooperano e non di capi che sindacano l’operato dei docenti, per quello bastano alunni e genitori.
Bisogna impegnarsi forte per arrivare a creare un sistema educativo che metta i docenti al primo posto, in un tipo di istituzione diventato in certe situazioni e contesti, quasi una trincea pubblica.

Una delle prime cose da fare è ridisegnare il concetto di scuola come comunità educativa e con essa il ruolo dei dirigenti.

Essi devono ridiventare collaboratori e garanti affinchè questo possa avvenire a tutela di tutti

Al docente venga ridato il ruolo del primo fautore della formazione degli alunni, sia dal punto di vista educativo che didattico, e si ridiscuta finalmente il ruolo dei genitori.

LA SCUOLA PUBBLICA ATTENDE UNA RIFORMA CHE LA RIPORTI INDIETRO NEL TEMPO, IN QUEL TEMPO DOVE IL DOCENTE VENIVA VISTO COME UNA DELLE FIGURE PIU’ IMPORTANTI PER LA FORMAZIONE DEI RAGAZZI.

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