“Sentendo Salvini parlare di Leonardo ho pensato di cambiare mestiere”: lettera di un prof di arte

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del prof Edoardo De Luca

Cara redazione di Oggi Scuola,

quando ho sentito il ministro Salvini parlare di Leonardo da Vinci, in occasione delle celebrazioni per i 500 anni  dalla morte del genio del Rinascimento, ho seriamente pensato di cambiare mestiere. Ho studiato lettere e insegno da oltre vent’anni storia dell’arte, una materia troppo spesso considerata “ancella” rispetto alle altre.

Beh, la prestazione oscena di Salvini su Leonardo è l’ennesima dimostrazione di quanto lo spazio e l’importanza dedicati all’arte siano davvero risicati nel nostro paese.

Sollecitato a dire qualche parola sul sublime pittore, scultore (musicista) e persino studioso di ogni anfratto dello scibile umano, il capitano – come lo chiamano i suoi – offre uno spettacolo davvero indegno. Come il più impreparato dei miei alunni all’interrogazione. “Due minuti sui Navigli” esordisce, per poi partire con una digressione surreale sui luoghi della sua infanzia e adolescenza milanese. Il pub dove si fermava, ancora ragazzo, a sorseggiare una birra, il “luogo del cuore” dove si incontrava con la fidanzatina etc. Per poi ironizzare dicendo: “Son tutti legami storici e culturalmente e scientificamente provati”.

A me, dopo anni di insegnamento, è sembrata la classica scena dell’alunno impreparato che cerca di svicolare di fronte a una domanda di cui non conosce la risposta. O meglio, in questo caso, di evitare totalmente un argomento di cui non sa nulla.

Il “capolavoro”, però, arriva quando Salvini ammette candidamente di non aver mai visto l’affresco parietale dell’Ultima Cena, un capolavoro del periodo milanese di Leonardo alla corte degli Sforza. Un’opera, talmente famosa da aver ispirato romanzi, racconti di viaggio e aneddoti celeberrimi, ubicata nel santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. “Ho accompagnato tanta gente a vedere l’Ultima Cena – spiega Salvini – ma non l’ho mai vista”.

Ora, premesso che trovo scandaloso che un milanese non abbia mai visto l’Ultima Cena di Leonardo, mi chiedo davvero come possa andare la dinamica. Cioè, Salvini riceve a Milano visite di amici e conoscenti. Poi li accompagna al santuario dov’è custodito l’affresco e poi li lascia con scuse tipo “Voi entrate, mi fumo una sigaretta”. Roba del genere?

“Annuncio – prosegue il ministro – che stiamo lavorando con l’ambasciatore francese per riprenderci la Gioconda”, precisando però che si tratta di uno scherzo. Dato che “di incidenti diplomatici ne abbiamo già abbastanza”. Uno scherzo davvero di cattivo gusto, considerato che lì fuori è pieno di gente colma di risentimento anti-francese che alla bufala della “Gioconda rubata da Napoleone” ci crede davvero.

Insomma, sembra un tentativo di menare in burletta quella che poteva essere una bella occasione per fare divulgazione e per mostrare – qualora Salvini ne abbia una – un minimo di versatilità culturale. Se Salvini fosse stato un mio alunno gli avrei messo 5, perchè è davvero ipocrita fare il panegirico del “made in Italy” a ogni piè sospinto e poi non riuscire a dire due frasi di senso compiuto su uno dei più grandi geni di tutti i tempi come Leonardo.

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