TFA Sostegno: il giro d’affari solo per le prove selettive è di 20 milioni di euro

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Oggi sono stati pubblicati alcuni bandi per la partecipazione al tanto atteso Concorso per l’accesso ai Corsi (a pagamento) TFA “Tirocinio Formativo Attivo”. E ancora una volta spuntano le odiosissime tasse per la partecipazione al concorso che in alcuni casi sfiorano i 200 euro.

IL BALZELLO

Un balzello da rivedere vista l’imminenza delle prove di selezione, che sull’intero territorio nazionale vedranno la partecipazione di non meno di 150.000 persone, che porteranno nelle casse degli Atenei organizzatori delle prove preselettive per l’accesso di circa 14.000 iscritti al Tirocinio Formativo Attivo, oltre 20 milioni di euro. Un peso interamente scaricato sui cittadini. Questo previsto dai bandi di partecipazione che non doveva, in considerazione del non florido periodo dal punto di vista economico e nemmeno dal punto di vista occupazionale, essere gestito in questo modo. Anche perché il concorso in questione che arriva dopo anni di rinvii e silenzi verrà espletato in virtù della cronica mancanza di insegnanti nell’intero paese. Pertanto proprio per questo se ne sarebbe dovuto riscontrare l’interesse legittimo da parte dello Stato nel dare una vera e convinta risposta sociale ai suoi cittadini.

IL FILTRO

Se questo filtro in ingresso, poi, rappresenta il modo per ottenere una ulteriore scrematura, allora ciò significa, che siamo ritornati indietro di almeno 70 anni. In una società classista dove non si sceglie il più bravo. Ma solo chi ha (più) mezzi finanziari per passare avanti gli altri.

L’INTERVENTO DEL MINISTRO

Sarebbe necessario che in questo quadro descritto il Ministro competente intervenga sulla questione al fine di dare indicazioni sul tetto massimo di costo che gli atenei possono richiedere per l’ organizzazione delle prove preselettive. Anche perché in controtendenza rispetto a tanti altri Atenei Italiani, l’Università di Perugia fa scuola con una “tassa sociale” posta a 40 euro. Che testimonia anche a coloro che proprio non vogliono sentire che se si vuole si può.

Rosario Pugliese

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