Scuola, alunni maleducati e genitori senza regole per i figli. L’appello: “Sequestrate quei telefonini!”

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Scuola, alunni maleducati e genitori senza regole per i figli. L’appello: “Sequestrate quei telefonini!” – di Renata Maderna

Il fatto di cronaca è questo. Ad Aci Catena un padre ha fatto irruzione nell’ufficio del vice preside e lo ha picchiato perché a sua figli. Poco prima un insegnante aveva sequestrato il telefonino. Al di là dell’episodio che vede un protagonista con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, il motivo scatenante non è raro in molte scuole italiane. Non c’è assemblea o consiglio di classe in cui non si discuta del tela del cellulare a scuola e dell’eventuale sequestro dello stesso da parte dei professori.

Le regole sono diverse tra scuola e scuola e anche all’interno dei medesimi edifici a seconda del parere degli insegnanti. C’è chi si limita a qualche blando richiamo, chi ne vieta l’uso con decisione e chi, appunto, lo sequestra restituendolo solo ai genitori.

Sono proprio padri e madri, talvolta indignati, a esprimere anche in modo “deciso” le loro rimostranze perché sono costretti a recarsi nelle scuole dei figli in orario d’ufficio per recuperare l’amato telefonino ai figli.

E non è raro che gli allievi da maleducati ignari di un buon comportamento durante le ore scolastiche (che certo non prevede fare e ricevere messaggi e telefonate) si trasformino nelle parole di mamma e papà in povere vittime della “cattiveria” dei professori. Il papà e la mamma avvocati difensori, del resto, sono ormai un classico non solo nelle aule delle elementari, ma anche più avanti, alle medie e al liceo, un atteggiamento che certo non aiuta a diventare persone educate e nemmeno degli adulti consapevoli.

tratto da Famiglia Cristiana – 17/10/2014

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