Istruzione non è valore negoziabile. Presidente della Consulta: “No scuole di serie A e B”

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Istruzione non è valore negoziabile. Un grande insegnamento quello di oggi alla scuola Carlo Urbani di Ostia Antica- Acilia. Un insegnamento che è anche un monito per tutti coloro che in questi giorni parlano di autonomia differenziata ed invocano la Costituzione.

Le parole di Turi

E’ un sincero apprezzamento quello del segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, alle parole espresse oggi dal Presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, questa mattina, davanti agli studenti della scuola Carlo Urbani di Ostia Antica-Acilia, in occasione della nuova edizione del ‘Viaggio in Italia’.

La Costituzione è un orologio perfetto – sottolinea Turi – se si inserisce anche un solo granello di sabbia si blocca. Quel granello di sabbia è rappresentato dal Titolo V della costituzione che, comunque, non supera i valori e i principi che sono scolpiti nella parte Prima.

E’ in quella parte che sono riassunti i valori non negoziabili, come la libertà di insegnamento e di apprendimento – continua il segretario della Uil Scuola.
La Repubblica istituisce sue scuole – così il dettato costituzionale – mentre gli Enti e i privati possono istituire scuole senza oneri per lo Stato. Solo dopo arriva il Titolo V.

Ora si vuole far passare una modifica al testo costituzionale, per un contratto tra privati.

L’istruzione – aggiunge Turi – è un bene pubblico inestimabile. Non si capisce come si possa pensare di negoziare i valori che tengono insieme il paese e i suoi cittadini.

«Venire qui – ha detto oggi Lattanzi agli studenti – è come andare in una delle scuole più prestigiose di Roma: tra le scuole non c’e’ differenza. La scelta in questo secondo Viaggio è proprio quella di andare nelle scuole periferiche, il valore della persona è uguale per tutti e lo stesso vale per le scuole non ci sono scuole di serie A e di serie B per questo noi vogliamo andare nelle scuole periferiche che rischiano di essere considerate di serie B».

La circostanza per cui il Presidente della Consulta ha iniziato le sue lezioni con i ragazzi di una scuola della periferia di Roma, affermando che non ci possono essere scuole di serie A e scuole di serie B – secondo Turi – è un preciso segnale: non si possono né divedere, né classificare le scuole sulla base dell’appartenenza territoriale, meno che mai geografica o regionale, ancora più marcatamente discriminante.

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