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Perchè “qual è” si scrive senza apostrofo? La regola che molti studenti (e docenti) non conoscono

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“Se si mettessero insieme le lacrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica”. E’ una metafora piena di verità quella uscita dalla penna di Gianni Rodari nel suo celeberrimo Libro degli errori. Ma tra tanti errori ortografici, come acca mancanti, accenti a sproposito e doppie sbagliate, un posto di rilievo spetta senza dubbio alle situazioni ambigue riguardanti l’apostrofo.

Uno degli errori più frequenti, in questo senso, è l’annosa diatriba sul modo di scrivere “qual è”, cui corrisponde la fatidica domanda: con o senza apostrofo?

Nell’italiano della carta stampata e dei social ricorre spesso la forma scritta con l’apostrofo. Tanto che il noto giornalista Enrico Mentana, tanto per fare un esempio, ha utilizzato “qual’è” – con l’apostrofo – per ben tre volte in un post di poche righe su Facebook.

Qual è (o qual’è?) la regola?

Stando al tempio della lingua italiana normata, cioè l’Accademia della Crusca, “l’esatta grafia di qual è non prevede l’apostrofo in quanto si tratta di un’apocope vocalica che si produce anche davanti a consonante, e non di un’elisione che invece si produce soltanto prima di una vocale”. Ad esempio, spiegano gli accademici, esistono espressioni (piuttosto fisse e cristallizzate) in cui qual esiste come parola autonoma – non elisione di “quale” – davanti a consonante. “Qual buon vento vi porta?” è un esempio calzante in merito.

Tra l’altro – spiega la Crusca – esistono altri aggettivi soggetti allo stesso trattamento come talbuonpover e altri.

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