“Non sai spiegare Boccaccio”, ds entra in aula e interroga il prof poi gli invia una contestazione disciplinare

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Ha scritto una lettera di contestazione di addebito al docente perché, a suo parere, non saprebbe spiegare Boccaccio. E’ quanto accaduto al tecnico commerciale Sommeiller di Torino. Il preside, Gianni Paciariello, ha così esordito nella missiva: “In data 5 febbraio 2019, alle ore 21.55 circa, il sottoscritto entrava in classe per verificare l’attività scolastiche che si stava svolgendo”.

Con la comunicazione, il dirigente contesta al prof di aver violato “doveri di corretto comportamento”. Questo perché il professore avrebbe dato “due risposte assolutamente non convincenti” sul perché sia importante studiare ancora oggi il Decameron di Boccaccio e si sarebbe inoltre rifiutato di dare ulteriori risposte.

Il prof è Davide Trotta, docente ai corsi serali della scuola. Laureato con “110 e lode” in Letteratura e filologia latina, precario abilitato all’insegnamento dopo aver passato la selettiva trafila del “tfa”, il prof stava illustrando i compiti svolti dai discenti.

L’interruzione

Mentre spiegava, il ds è entrato e ha interrotto la lezione domandando perché fosse importante studiare ancora Boccaccio.  La prima risposta basata sul pensiero “mercantile” e sullo stile di scrittura, scrive Repubblica, non ha soddisfatto il dirigente, che ha rifatto la domanda. Ma neppure la seconda spiegazione ha convinto il dirigente. A quel punto Trotta si è rifiutato di proseguire questa sorta di interrogazione.

Per il ds “risultano violati i doveri di corretto comportamento sanciti dalla vigente normativa, dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e dal Ccln”.

La contestazione solleva le ire del sindacato: “È un atteggiamento caporalesco. Mentre il disciplinare dei lavoratori è preciso, quello dei dirigenti scolastici è vago. E negli ultimi anni lo spazio per gli abusi è aumentato”, dice Scarinzi della Cub Scuola. La sigla difenderà il docente durante l’audizione in contraddittorio.

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