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Insegnanti e lavoro sommerso: 1643 ore mai retribuite. Eurydice: “Ecco quanto dovrebbero guadagnare”

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Insegnanti e lavoro sommerso: 1643 ore mai retribuite. Eurydice: “Ecco quanto dovrebbero guadagnare”. Un luogo comune molto diffuso nell’opinione pubblica è che l’insegnante italiano lavori ‘solo’ 18 ore alla settimana e abbia 3 mesi di ferie. Lo sanno tutti che se l’orario di insegnamento frontale è di 18 ore settimanali. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di una professione complessa, che ha bisogno di preparazione, progettazione, correzione di prove, valutazione: il che ne richiede almeno altre 18.

LO STUDIO

Uno studio basato sui dati forniti dalla banca dati europea Eurydice ha il titolo eloquente: “Orario di insegnamento: siamo allineati agli altri paesi europei”. In confronto ai più sviluppati, i prof italiani stanno in classe come in Germania, mentre fanno più ore di Francia, Austria, Finlandia.

IL LAVORO SOMMERSO

Il “lavoro sommerso” degli insegnanti è stato anche precisamente quantificato da una ricerca commissionata dalla Giunta provinciale dell’Alto Adige all’istituto di ricerche sociali di Bolzano “Apollis” in circa 1643 ore annue. Che corrispondono a 36 ore per 45 settimane per un totale di 14mila euro l’anno.

Ciò che differenzia, a parte gli stipendi che oltre ad essere bloccati sono nettamente inferiori a quelli dei paesi europei sopra citati. E’ il luogo in cui si svolgono le attività connesse con l’insegnamento: a casa invece che nei locali scolastici. Infatti, una parte dell’appartamento in cui vive l’insegnante italiano è dedicato al suo lavoro e il motivo è semplice.

LA SCUOLA NON E’ ATTREZZATA

La scuola non è attrezzata, e se volessimo attrezzarla occorrerebbe un forte investimento, per avere dei “piccoli studi” dotati di computer, libri in cui gli insegnanti possano fermarsi tra una lezione l’altra, studiare, preparare e correggere i compiti; ovviamente bisognerebbe poi riscaldare e illuminare questi locali; insomma la scuola dovrebbe finalmente accollarsi tutte quelle spese da sempre a carico dei professori nel nostro paese.

A differenza di altre realtà europee, la scuola italiana continua ad essere un luogo inospitale, nella maggior parte dei casi non sicuro, spoglio, che gli enti locali non hanno i soldi per riscaldare e ultimamente anche piuttosto sporco dopo la riduzione del personale addetto alle pulizie. Allora fa comodo che gli insegnanti continuino a stare nel proprio studio attrezzato a casa, pagando la luce, il riscaldamento, gli abbonamenti alle riviste, l’acquisto di libri per l’aggiornamento, l’abbonamento a internet, l’acquisto e la manutenzione di computer.

Oltre a tutti gli impegni già citati, vi sono tutte le altre attività obbligatorie che rientrano nella professione docente

Ad esempio:

  • l’aggiornamento che nella maggioranza dei casi, a causa delle solite risorse inesistenti da parte del MIUR, è autoaggiornamento a spese dei docenti stessi ed è un’attività non quantificabile;
  • per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita gli alunni;
  • i consigli di classe;
  • i collegi pomeridiani dei docenti;
  • gli scrutini intermedi pomeridiani;
  • le riunioni pomeridiane dei docenti suddivisi in gruppi di materia d’insegnamento per l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno;
  • gli scrutini finali anch’essi distribuiti in modo irregolare nella mattina o nel pomeriggio, e che quindi occupano ancora più tempo di quello effettivo;
  • stesura di programmazioni, relazioni finali, verbali; archiviazione delle verifiche, compilazione di registri e redazione di comunicazioni scritte alle famiglie: tali adempimenti sono aumentati progressivamente negli anni e richiedono spesso tempi al di fuori di quelli conteggiati per le riunioni dei consigli di classe e degli scrutini;
  • tempo impiegato per valutare i testi da adottare;
  • gli esami di stato che alle superiori terminano nella prima decade di luglio;
  • lo svolgimento delle verifiche per gli alunni che hanno la sospensione del giudizio, spesso imposto in luglio o agosto. Nonostante la normativa vigente preveda la possibilità di adempiere a questo impegno a settembre purché prima dell’inizio delle lezioni;
  • gli incontri con le famiglie suddivisi in ricevimenti collegiali generali pomeridiani e ricevimenti individuali, che i docenti di scuola media e superiore effettuano la mattina. Per cui si deve aggiungere un’ora di ricevimento alle 18 ore di lezione frontale;
  • ci sono poi anche tante altre attività non obbligatorie per la riuscita delle attività didattiche e di funzionamento. Per le quali vengono corrisposti compensi praticamente irrisori, che sono lesivi della dignità professionale dei docenti.

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