Viaggi e uscite didattiche: il docente non è obbligato a fare da accompagnatore

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Tra i mille lavori accessori che i docenti sono costretti a fare c’è quello sicuramente, non troppo gradito, dell’insegnante accompagnatore. Una veste in cui sono costretti a calarsi quando  vengono cooptati, loro malgrado, per uscite didattiche e viaggi d’istruzione.

Spesso la richiesta parte dagli alunni, ma a volte è lo stesso dirigente scolastico, con un proprio ordine di servizio a imporlo. Ma queste uscite didattiche, e ancor di più i viaggi di istruzione, sono a tutti gli effetti definibili come lavoro extrascolastico. Quindi nessun ordine di servizio può imporli. Anzi si tratta di un abuso di autorità da parte del preside. Per questo si è soliti portare all’attenzione del Consiglio di classe quali sono i docenti disponibili ad accompagnare gli studenti in un’uscita o in un viaggio di istruzione.

Disponibilità che è vincolante e senza la quale nessun docente può essere obbligato a travestirsi da accompagnatore. Inoltre senza questa disponibilità nessuna uscita o viaggio potrà essere organizzato. Nemmeno il docente di sostegno ha l’obbligo di partecipare all’uscita didattica. Ma come tutti gli altri docenti è libero di dare oppure no la propria disponibilità ad accompagnare l’alunno disabile. Altro caso è quello legato alla recente introduzione dell’alternanza scuola-lavoro.

Pare che alcuni Ds obbligherebbero i docenti ad accompagnare i ragazzi a svolgere in azienda queste ore, ma anche in questo caso l’obbligatorietà potrebbe essere dubbia. Infatti nel caso delle ore da svolgere in azienda, devono essere svolte in azienda e alla presenza del tutor aziendale che non è un docente della scuola.

 

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