Maturità, il latinista Gian Biagio Conte: “Bene latino e greco, ma non svalutiamo la versione”

4  min di lettura

Maturità. A parlare all’Adnkronos il latinista Gian Biagio Conte. Riportiamo qui di seguito l’analisi dell’esperto.

di Giorgia Sodaro

“E’ una novità e si può dire che è benvenuta ma non è facile tagliare la torta a metà. Quindi bisognerà stare attenti a non svalutare la versione, che è una prova molto importante. Il tradurre è un esercizio di grande intelligenza critica, per questo è richiesto come prova della maturità classica”.

Gian Biagio Conte, latinista e docente emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa vede con favore le novità della nuova maturità. In particolare l’idea di proporre sia il latino che il greco nella seconda prova scritta al liceo classico ma non nasconde qualche timore.

“Molte volte il ministero fa follie ma se c’è senso pratico e vengono selezionati i testi con una certa misura allora può andare bene”.

L’importante è non ”svalutare la prova”

“Se il testo rimane integro e non diventa un testo inventato, artatamente reso più semplice va sempre bene. C’è da ringraziare che non si trascuri nessuna delle due materie”, precisa. Poi, ricorda però, che “tra due o tre anni, sarà anche importante “verificare se ha funzionato e vedere se è sceso ulteriormente il livello”.

In merito a quanto trapelato dal Miur, che ha precisato che non ci sarà una semplificazione delle prove ma “ci sarà attenzione attraverso i tecnici affinché queste siano corrispondenti a quanto fatto nel percorso di studi e soprattutto che non siano di livello universitario”, Conte sottolinea che non ha molto senso parlare di livello universitario.

“Sì è vero – dice – ci sono testi più difficili e testi più facili, è giustissimo che non sia di livello universitario ma quando si arriva all’università non c’è un anno propedeutico”. Al liceo “ci sono ancora insegnanti di alto livello”, aggiunge l’accademico, “e la mia speranza è che si traguardi almeno su un livello medio”.

“Credo che la prova della versione sia una prova che può far soffrire più del dovuto i ragazzi ma credo che questo dipenda anche molto dal modo in cui gli è stato insegnato”, aggiunge. “Mi sembra giusto esaminare il ragazzo in base a quello che gli si è dato”, sottolinea, ma stiamo attenti, ”se cominciamo a distruggere anche il liceo, non so cosa rimarrà”.

Altre notizie su OggiScuola

QUI LA PAGINA FACEBOOK

LEGGI ANCHE
I commenti sono chiusi.