Maturità, insegnante analizza: “La nuova prova aiuta i maturandi a ragionare”

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Maturità, insegnante analizza: “La nuova prova aiuta i maturandi a ragionare”

Il prossimo 19 giugno avverra’ il debutto del nuovo esame di maturita’ con la prima prova, quella di italiano. Dal mese di dicembre sono a disposizione di docenti e studenti alcune tracce esemplificative per poter effettuare delle esercitazioni attraverso specifiche simulazioni.

Il cambiamento, a mio parere, non e’ solo di forma. Vuole rispondere al desiderio di rendere la scuola sempre piu’ garante e punto di riferimento per la formazione corretta e adeguata di intere generazioni.

Inizia con questa riflessione il contributo della professoressa Maria Rosaria De Simone, insegnante di Lettere presso ITT ‘Cristoforo Colombo’. Membro del Comitato DireDonne sul debutto dell’esame di maturita’ con la prima prova, il 19 giugno prossimo.

UNA SFIDA IMPORTANTE

Una sfida importante, alla quale ha lavorato, assieme a un team di esperti, Luca Serianni, professore di ‘Storia della lingua italiana’ presso l’Universita La Sapienza di Roma. Chiamato dall’ex Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Il professore, socio dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia dei Lincei, vicepresidente della Societa’ Dante Alighieri ha tenuto a ribadire che la prima prova di maturita’ e’ si’ nuova. Ma non e’ certo una rivoluzione ed e’ fattibile. Nonostante il percorso di studio abbia finora viaggiato sui binari di un processo formativo quinquennale con impegno, esperienze, attivita’. Ed azioni legate ad una finalita’ che ora va modificata in itinere.

Su questo punto il giudizio di chi opera nel sistema scolastico non e’ unanime. Una parte dei formatori critica il fatto che si modifichi il punto d’arrivo, senza cambiarne il percorso. È come se si tentasse di costruire il tetto, dicono, prima delle fondamenta. Secondo Serianni la scuola – prosegue l’insegnante De Simone- deve garantire la cittadinanza linguistica, la possibilita’ cioe’, attraverso la padronanza della lingua italiana, di pensar bene e vivere bene, di essere consapevoli e autonomi in una societa’ in continuo cambiamento.

“Si e’ allargato il ventaglio tra coloro che sanno e quelli che non sanno – ha detto in una delle tante conferenze sul tema dei giorni scorsi- e tra coloro che non sanno le difficolta’ sono sempre piu’ serie e difficili da risolvere. Ma esistono anche straordinari esempi di studenti che hanno affinato, attraverso tante sollecitazioni le loro capacita’ e sono bravissivi, anche piu’ di come eravamo noi. Molto di piu'”. La professoressa De Simone analizza per DireDonne i cambiamenti della prima prova.

LA NUOVA PRIMA PROVA DI MATURITA’

La durata sara’ sei ore. Gli studenti dovranno produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce che rimandano a tre tipologie di prove. Due tracce saranno legate alla tipologia A, in cui si analizzera’ un testo; tre tracce alla tipologia B, in cui si analizzera’ e si produrra’ un testo argomentativo; due tracce alla tipologia C, in cui si operera’ una riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualita’.

I testi di riferimento saranno legati all’ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Alla luce di quanto emerge sia dalle tracce diffuse sul sito del Miur, sia dagli obiettivi delineati nella riforma dell’esame- evidenzia De Simone- sara’ importante partire dalla comprensione del testo attraverso il riassunto che, ingiustamente bistrattato alle superiori, e’ il perno attorno al quale si muove l’apprendimento. Il riassunto e’ un’operazione per nulla semplice e che mette in gioco diverse competenze.

In primo luogo comprendere il testo di riferimento, poi bisogna passare allo sviluppo, alla cernita delle unita’ informative principali del testo per ricavarne il cuore delle informazioni e dei dati in esso espressi. Infine per un buon riassunto bisogna avere il dominio della sintassi e del lessico.

A torto finora – denuncia la professoressa- il riassunto e’ stato relegato alla seconda infanzia ed e’ arrivato il momento di rispolverarlo per estenderlo alla tarda adolescenza. Dal riassunto bisogna ripartire per rispondere alle sfide dell’analfabetismo funzionale, che appare sempre piu’ evidente nelle nuove generazioni che, pur utilizzando sistemi di comunicazione sempre piu’ tecnologici, presentano serie difficolta’ di comprensione di testi di diversa provenienza.

Un analfabetismo che richiede un capillare lavoro legato alla lettura e alla comprensione della scrittura

Leggere un qualsiasi documento come se fosse il bugiardino delle medicine, non saper decodificare le informazioni in esso contenute, queste sono le criticita’ da combattere. Ad essere sinceri, spesso alle secondarie di II grado arrivano studenti che non sono neppure in grado di leggere e scrivere in un corsivo leggibile. Il nuovo esame di maturita’, con le sue richieste, indica la strada da percorrere. Perche’ i maturandi sappiano ragionare, con senso critico, sulle grandi problematiche contemporanee. Ma soprattutto- conclude Maria Rosaria De Simone- abbiano un habitus mentale e culturale sufficientemente ampio per potersi muovere nel mondo universitario e in quello lavorativo.

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