Su ‘Quota 100’ e liquidazioni, il governo rischia di penalizzare drammaticamente i lavoratori dell’Istruzione

6  min di lettura

Su ‘Quota 100’ e liquidazioni, il governo rischia di penalizzare drammaticamente i lavoratori dell’Istruzione

“Il governo rinvia l’emanazione del Decreto su ‘Quota 100’ e persevera nell’errore di escludere il sindacato da qualsiasi confronto di merito”. Così Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, commenta le anticipazioni relative al provvedimento.

“Il provvedimento – continua Sinopoli- presenta una inaccettabile e ingiustificata differenziazione tra i lavoratori pubblici e il resto del mondo del lavoro. Sembra infatti che la finestra di uscita per i lavoratori pubblici, rispetto alla data di maturazione del requisito 100, venga spostata avanti di sei mesi. Quindi, per quanto riguarda la scuola, se ci saranno ulteriori rinvii, si corre il rischio di penalizzare migliaia di lavoratori. Lavoratori che a causa della tempistica ristretta e delle specifiche esigenze del calendario scolastico, non potranno occupare i posti lasciati liberi”.

“Per un assurdo tentennamento, il governo rischia un pasticcio con una penalizzazione del personale della scuola che sarebbe inaccettabile”.

EROGAZIONE DEL TFR/TFS

“Vi è poi l’altra grave vessazione – continua il segretario generale- legata all’erogazione del TFR/TFS per i dipendenti pubblici. Per poterlo anticipare, stando a quanto affermato da autorevoli esponenti del governo, si dovrà ricorrere ad un prestito bancario, con gli interessi parzialmente a carico dello Stato. Insomma per aver i propri soldi il lavoratore dovrà accendere un mutuo (un autentico paradosso), le cui modalità non potranno essere a costo zero per il lavoratore e per lo Stato. Possibile che si dimentichi che le liquidazioni sono un diritto maturato in decenni di lavoro ?”.

LA LEGGE DI BILANCIO

“Se a ciò aggiungiamo gli interventi regressivi in legge di bilancio, insufficienti per i settori dell’istruzione e della conoscenza, il blocco dell’indicizzazione delle pensioni che sarebbe dovuto scattare all’inizio di quest’anno e l’assenza di risorse sufficienti per i rinnovi dei contratti pubblici, risulta chiara l’assoluta disattenzione del governo a guida M5S-Lega rispetto al mondo del lavoro, dei lavoratori nel settore della formazione e dei pensionati.

“Se non ci saranno segnali nuovi alle richieste sindacali, la mobilitazione si renderà necessaria. La FLC CGIL sarà parte attiva delle lotte che la CGIL sta mettendo in campo insieme alle altre confederazioni sindacali – conclude Sinopoli – a partire dalla manifestazione già fissata per il 9 febbraio”.

I commenti sono chiusi.