Io, mamma, condannata dall’insegnante di mio figlio per non essere stata alla recita

3  min di lettura

Io, mamma, condannata dall’insegnante di mio figlio per non essere stata alla recita

tratto da la27esimaora – Corriere.it

Non sono una mamma che fa torte ma la scuola non mi condanni

Quest’anno il Natale mi ha portato una fetta di stress del tutto inaspettata. A due settimane dalla tradizionale festa natalizia con recita della scuola materna del mio bambino, l’orario viene anticipato di circa due ore, alle 14. Faccio presente che mi sarà impossibile partecipare a causa dei miei impegni professionali. Ed un’insegnante mi risponde che «ognuno ha le sue priorità».

Ho dovuto lottare giorni per metabolizzare quella piccola frase infelice (che al singolo ho già perdonato, ben sapendo che gli incidenti di percorso capitano a tutti). Ma non è stato facile, ingigantita com’era dalla frustrazione di sapere quale delusione avrebbe provato mio figlio per l’assenza della mamma. Di più: per me è stata come un ferro caldo posato su una ferita aperta. Un dolore acuito dalla consapevolezza della sua ingiustizia e dall’amarezza per la sua provenienza. La scuola pubblica, in cui tanto ho creduto e voglio continuare a credere.

Così ho deciso di scriverne e, facendolo, ho detto ad alta voce una cosa che non avevo mai osato dire neanche a me stessa. Nel mio faticoso percorso di conciliazione fra un lavoro molto impegnativo e la condizione di madre di due bambini piccoli, mi sono finora sentita molto più ostacolata ed appesantita, che non aiutata, dalle istituzioni educative pubbliche a cui (peraltro al primo fine di venirne appunto coadiuvata, non trattandosi ancora di scuola dell’obbligo) ho affidato i miei figli. Sia ben chiaro: al netto, anche qui, delle qualità dei singoli, anche meravigliose.

CONTINUA A LEGGERE SU CORRIERE.IT

LEGGI ANCHE
I commenti sono chiusi.