Maestra chiede aiuto: “I bimbi non mi sopportano, hanno detto siamo stufi di te”. La risposta della psicologa

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Maestra chiede aiuto: “I bimbi non mi sopportano, hanno detto siamo stufi di te”. La risposta della psicologa

Con una richiesta di aiuto anonima arrivata al sito medicitalia.it, una insegnante ha chiesto aiuto per affrontare una classe disciplinata.

Salve, sono un’insegnante precaria di scuola primaria e sto vivendo un momento particolare nella mia classe. Avuta quest’anno per la prima volta, è una terza, presentatami dalla mia collega come una classe tranquilla. A parte qualche elemento un po’ agitato, ma gestibile… L’impressione era stata ottima e per i primi mesi abbiamo lavorato bene insieme, erano tranquilli e rispettosi; da un po’ di tempo invece le cose sono cambiate, non riesco più a gestirli, chiacchierano, alcuni rispondono male e uno è diventato totalmente indisciplinato, non lavora, non segue e disturba le lezioni.

Sono molto demotivata, sono arrivata ad urlare, pur sapendo che è sbagliato e li riprendo per ogni cosa: perchè non sono composti, perchè chiacchierano, perchè non ascoltano, perchè fanno gli sciocchini…ho spiegato anche loro che non va bene questo loro comportamento e nemmeno il mio. Fino a che un bambino mi ha confidato che alcuni di loro non mi sopportano e sono ”stufi” di me, perchè li brontolo sempre! Mi è caduto il mondo addosso, sono molto amareggiata, non so cosa fare e come comportarmi…io non vorrei urlare nè brontolarli, ma non ascoltano! Cosa posso fare? E’ normale che i bambini vedano così la loro maestra? O sono io che mi pongo in modo sbagliato?

Ecco cosa le ha risposto la specialista, dott.ssa Angela Pileci

Gentile Utente,

è anche vero che nelle relazioni umane ci sono delle variabili IMPREVEDIBILI che non permettono di rispondere con certezza a questa domanda. Mi spiego meglio.

Ogni gruppo (classe) ha le proprie regole, il proprio linguaggio, le proprie dinamiche e quindi soltanto Lei può sapere quali strategie possono essere funzionali nella Sua classe e con i Suoi bambini, che conosce.

E’ anche vero, secondo la teoria cognitivo.comportamentale che esistono una serie di comportamenti che rinforzano alcune condotte e permettono di eliminarne altre. Dare molta importanza ad un comportamento sgradito, ad esempio, lo rafforza e non permette al bambino di eliminarlo. Anche un rimprovero può infatti essere visto come un rinforzo. Quindi talvolta può essere utile ignorare alcuni comportamenti, oppure lodarne altri (dei bimbi che fanno ciò che è desiderabile).
Se le colleghe Le dicono che Lei è troppo buona, evidentemente fa fatica a mettere in pratica un sistema di premi e punizioni.

Mi chiedo però se prima sono state date delle REGOLE a questi bambini.

La sequenza ottimale prevede infatti:
– l’annuncio di ciò che accadrà
– spiegazione dell’attività didattica
– spiegazione delle regole

Questo è un atto educativo e di carità: a volte noi tutti ci arrabbiamo se gli altri non capiscono. Può provare a pensare a tutte le volte in cui qualcuno si è spazientito con Lei quando NON si era spiegato bene.

Inoltre è necesario:

– svolgere l’attività a livello di prova
– ripresa delle regole
– avvio e svolgimento delle attività
– verifica e restituzione (“va bene così?”)

Se ha bisogno di imparare COME, ci sono manuali e anche film per apprendere qualche strategia, oltre alla Sua esperienza diretta.

Io ho una grande passione per lo sport e mi viene in mente il film “Goal”, in cui c’è

– l’esperienza concreta,
– la sperimentazione attiva (il ragazzo viene coinvolto),
– l’osservazione riflessiva (cosa hai imparato?)
– la riorganizzazione dell’esperienza (te la rileggo)

Se questa sequenza è al contrario non è la stessa cosa e non va bene.

Poi, anch’io sono dell’idea che sia indispensabile moltissima pazienza. L’insegnante non può permettersi di dire “Te l’avevo detto”, ma “ok, cos’è successo?”. Con questo passaggio metto il bambino nella condizione di capire il proprio valore.

E qui torno al tema dei premi e dell’elogio.
L’insegnante deve saper elogiare, dire le cose positive ai propri bambini. Se prova a pensarci quando qualcuno ci critica non ci gasiamo di più. Invece l’elogio funziona. Perchè?

– sviluppa la motivazione
– sviluppa la prestazione (compito)
– migliora la relazione insegnante- bambino.

Faccia attenzione perchè l’insegnante troppo buona è l’insegnante insicura, che ha bisogno di essere un po’ “ruffiana”, ma non certo ferma.

QUANDO elogiare?
– se c’è risultato significativo nel comportamento desiderato
– va elogiato il risultato (es un compito ben fatto o un comportamento), NON la buona volontà!

COME si elogia?

– modo autentico
– in modo specifico (“Bene, hai fatto 10 errori in meno”)
– tempestivo cioè quando ha fatto bene, non il giorno dopo
– assoluto (“Bene!” e NON “Bene, ma…”)
– in modo breve (una frase e basta)
– pubblicamente perchè sviluppa la motivazione, la prestazione e la relazione. Solo la CRITICA deve essere privata.

Con i bambini “difficili” da gestire ogni insegnante deve essere un leader. Il leader è al servizio della classe. D’altra parte anche la stessa parola “comandare” indica COME andare, ovvero faccio vedere come fi deve fare e come si fa. L’insegnante deve avere lo sguardo più lungo dei bambini, sa già come andrà a finire.
L’autorevolezza non la regala nessuno, ma deve essere guadagnata in classe giorno dopo giorno.

Concludendo, ho visto nella mia esperienza che c’è un “imbuto” dell’obbedienza… più si scende nell’imbuto e più aumenta lo stress dei bambini e degli insegnanti:

1. dare attenzione alle cose che vanno bene (attenzione positiva ai comportamenti desiderati)
2. ignorare i comportamenti indesiderati
3. selezioniamo (differenziamo l’attenzione)
4. esercizio/pratica positiva

fin qui siamo ancora in condizioni di relax e possiamo dare queste attenzioni in diversi modi (anche solo con lo sguardo)

5. conseguenze naturali (se continui a parlare, non comprenderai la lezione)
6. conseguenze logiche (hai disturbato tutto il tempo, non hai capito e hai preso un pessimo voto)
7. sospensione dall’attività/allontamento
8. punizioni emotive (allora sei tonto!)
9. punizioni fisiche (adesso vai fuori dalla classe!)

E’ chiaro che dalla 5 in poi abbiamo un notevole aumento di stress nel quale NON dovremmo mai trovarci.

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