“Io, prof, porto in classe i testi delle canzoni di Sfera Ebbasta: vi spiego il perché”

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“Io, prof, porto in classe i testi delle canzoni di Sfera Ebbasta: vi spiego il perché”

Mentre le polemiche sulla tragedia di Corinaldo non si placano ancora, un’insegnante mette in campo un’iniziativa semplice quanto rivoluzionaria: parlare coi propri alunni. Ma di cosa?

Non della dinamica dell’incidente, né delle responsabilità materiali o morali dell’accaduto, ma della musica di Sfera Ebbasta. Vituperato cantante trap al centro della polemica.

L’insegnante in questione è Laura D’Angelo, molisana, che lavora a Montenero Di Bisaccia. “Ho parlato in classe di Sfera Ebbasta – spiega l’insegnante su TermoliOnline– dei testi delle sue canzoni, dell’importanza delle regole e della sicurezza, del sistema che pensa a fare soldi, e che non rispetta i giovani né il loro futuro, la loro salute fisica e morale”.

I veri eroi

Insegniamo a questi ragazzi che i veri eroi non sono gli “pseudo artisti” che fanno soldi vendendo volgarità, ma i padri che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare per dare ai loro figli la promessa di una vita migliore. Sono le madri che gli rimboccano le coperte la sera e gli lasciano un piatto sulla tavola, che non si interessano se magari non
hanno i capelli perfetti o le unghie laccate, che fanno lavori dignitosi, e danno un esempio di vita onesta e di umiltà. Insegniamo che le più belle conquiste si ottengono con l’impegno e la voglia di fare, che i sentimenti si basano sulla
tenerezza e non sull’ostentazione dei gesti, che ogni cosa ha il valore che le diamo e che solo così possiamo sentire ogni volta qualcosa di più.

Ritorno all’umanità

Ribelliamoci a questo mondo che vuole mercificare il sacro e il sano di ogni giorno, che mette i corpi sulla bilancia o in vetrina senza guardare agli occhi e alle menti, all’anima e all’interiorità, a un’umanità che nella sua fragilità ha la sua grandezza nella vita di ogni giorno. Ribelliamoci al rumore che toglie voce ai silenzi e alle insta-stories che abbelliscono il vuoto della stanza, diciamo ai giovani che la vita è fatta di altro, è fatta di sorrisi e di lacrime, di sudore e perdite, di paure e coraggio, di vittorie e sconfitte, di emozioni e sentimenti che valgono l’intensità di una vita intera.

Un mondo migliore

Non regaliamo il voto facile, il sì generoso, premiamo l’impegno, la forza di volontà, la serietà, pensiamo a chi si sacrifica tutti i giorni perché crede in un mondo migliore, a chi scrive poesie o lettere d’amore. Pensiamo a chi le canta, a chi le porta nelle scuole, negli ospedali, nelle chiese dove non entra più nessuno, per le strade, che sono vuote, dove gli anziani restano alle finestre e gli altri passano senza vedere, e sono tutti più vicini e più soli.

Spieghiamo ai giovani perché Chiara Ferragni guadagna più di un medico, perché un calciatore più di un insegnante, perché un contadino conta più di un tatuatore, e diciamo loro che il “no” parte da noi, che l’esempio migliore siamo noi, ripetiamo che non ci interessano i fuochi fatui che ci vogliono veneratori di orpelli, vogliamo il calore vero, la luce e l’amore, perché la felicità non è in quello che appare, ma solo in quello che si è”.

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