Colloqui scuola-famiglia: obbligatori secondo la normativa, ma spetta ai docenti fissare le modalità

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Colloqui scuola-famiglia: obbligatori secondo la normativa, ma spetta ai docenti fissare le modalità

Ritorna, come ogni anno, il periodo dei colloqui scuola-famiglia. In un momento storico tanto delicato per il sistema istruzione, avere un confronto chiaro e sano con i genitori dei propri studenti può fare davvero la differenza ed essendo questo proprio il periodo indicato per fare un primo punto della situazione, è bene ricordare la normativa di riferimento. L’obbligo di confronto con la famiglia è sancito dall’articolo 29 del contratto scuola 2006-2009 ma le disposizioni vanno sempre inquadrate nelle dinamiche interne. Vediamo in quali termini.

ARTICOLO 29

1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.

2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:

a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;

b) alla correzione degli elaborati;

c) ai rapporti individuali con le famiglie.

3. Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:

a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, Educazione&Scuola 29/11/2007 28 quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;

b) la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;

c) lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione.

4. Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle diverse modalità organizzative del servizio, il consiglio d’istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti, assicurando la concreta accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’istituto e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie.

Modalità e flessibilità

Il comma 4 della legge, dunque, stabilisce le modalità con cui i colloqui scuola-famiglia devono avvenire. Tuttavia, come detto all’inizio, il funzionamento di tali incontri resta legato e regolato dalle disposizioni interne. La parola d’ordine è una sola: flessibilità.

Spetta ai docenti, infatti, il compito di proporre a inizio anno scolastico modalità di incontro scuola-famiglia che siano flessibili. E’ possibile, ad esempio, specificare che gli incontri vengano fissati su appuntamento. Oppure, in alternativa, si può stabilire una cadenza regolare, magari una volta al mese, indicando l’ora di ricevimento come ora di disponibilità.

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