Gruppo classe, la dottoressa Simona Fabro: “Ecco gli elementi e le dinamiche nel contesto scolastico”

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Il gruppo classe e le dinamiche di gruppo nel contesto scolastico

 

E’ fondamentale pensare alla scuola come ad un sistema complesso formato da un macrogruppo (l’istituzione scolastica), da vari gruppi di media entità dipendenti da essa (i vari istituti comprensivi e circoli didattici) e ancora da sottogruppi più o meno piccoli o grandi che, interagendo e cooperando, lavorano per costituire e costruire un buon contesto di apprendimento e di sviluppo per gli alunni che vi passeranno una parte della loro giovane vita (classi, docenti, dirigenti).

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Elementi di dinamiche di gruppo

A tal fine, la conoscenza dei concetti di “dinamiche di gruppo” appare necessaria e fondamentale, in quanto senza la creazione di una relazione (o dinamica) positiva tutti i possibili obiettivi e processi di un buon insegnamento vengono a mancare.

Una definizione unitaria del concetto di gruppo rimane ad oggi un obiettivo difficile in quanto in essa interferiscono spesso considerazioni filosofiche e metafisiche; inoltre, epistemologicamente, è un concetto utilizzato da diverse discipline nell’ambito delle scienze sociali e porta in sé un’insita frammentazione di significato. Quindi, per poter avere più chiaro il concetto di gruppo, è utile non solo operare delle distinzioni sulla base delle caratteristiche formali del gruppo stesso. Ma anche considerare delle proprietà altre, psicologiche e individuali, che afferiscono alla dimensione relazionale affettiva.

 

Se per gli sociologi il vivere in gruppi ed organizzazioni costituisce un aspetto pervasivo e fondamentale della vita dell’essere umano basato su obiettivi sociali comuni (gruppo sociale) o su caratteristiche comuni (categoria sociale), per gli psicologi, in particolare nella figura di Kurt Lewin, la nozione di gruppo sociale acquisisce uno status qualitativo in più che accorpa gli aspetti peculiari di personalità. L’autore infatti, partendo dal concetto di totalità dinamica, introdotto dalla psicologia della Gestalt, secondo cui ogni totalità sia diversa e più complessa della semplice somma delle sue singole parti, arriva a definire come caratteristica fondamentale l’interdipendenza dei suoi membri, necessaria affinché il gruppo sia considerato un gruppo sociale. In altri termini, << ciò che determina l’appartenenza di due o più individui allo stesso gruppo non è la somiglianza ma il convivere e condividere scopi e/o aspettative in comune>> (Lewin, 1948).

Un’ulteriore distinzione importante è quella che la sociologia fa tra gruppo primario, cioè un insieme di persone che interagiscono direttamente legate da vincoli emotivi, e gruppo secondario, ovvero un insieme di persone con rapporti più o meno frequenti e con legami impersonali determinati da scopi pratici.

 

Dinamiche di gruppo nel gruppo classe

Ora, partendo dal presupposto che il gruppo classe rappresenti, in ordine di importanza e pervasività relazionale sociale, la prima struttura dopo la famiglia. Risulta fondamentale che i protagonisti principali, insegnanti e alunni si conoscano gli uni con gli altri considerando bisogni, aspettative, obiettivi, similarità e diversità. Stabilendo un obiettivo riconosciuto e condiviso che crei dinamiche positive e costruttive (livello istituzionale). E’ inoltre fondamentale che, all’interno del percorso verso l’obiettivo comune, ogni attore abbia la possibilità di esprimere le proprie peculiarità, positive e/o negative, e di sentirsi accolto ed integrato in questo per poter sviluppare un senso di familiarità, appartenenza ed interdipendenza oltreché di competenza ed affermazione di sé.

Esiste un ulteriore livello, che Carli e Mosca (1980) definiscono livello subistituzionale, al cui interno si manifestano bisogni di natura individuale, differenti da quelli istituzionali, quali ad esempio il bisogno di avere amicizie, di conquistare prestigio o di scaricare aggressività. Questo è l’ambito in cui possono crearsi le maggiori difficoltà a livello di dinamiche relazionali in quanto un mancato riconoscimento e/o una inadeguata esplicitazione dei bisogni e dei disagi emergenti può determinare un’integrazione problematica e disfunzionale del gruppo classe incidendo, quindi, negativamente sul processo primario di apprendimento.

 

Conclusioni

Da questa analisi appare evidente come la scuola vada considerata “un sistema di rapporti” e dove l’aspetto relazionale sia strettamente fondamentale e imprescindibile: non possono esistere un pensiero ed uno sviluppo cognitivo indipendentemente da un corrispettivo contatto di sentimenti ed emozioni sperimentato con i compagni e/o con gli insegnanti.

In sintesi, quindi, un insegnante nel gestire un gruppo classe dovrebbe:

  • Favorire lo sviluppo di un contesto positivo, costruttivo e aperto all’ascolto empatico dei bisogni e delle aspettative individuali;
  • Gestire la complessità interpersonale supervisionando ed analizzando il clima del gruppo di lavoro;
  • Negoziare eventuali conflitti e favorire il confronto e la comunicazione costruttiva.

Dott.ssa Simona Fabro

GDL Psicologia Scolastica

www.gdlpsicologiascolastica.wordpress.com

 

Bibliografia

Carli, R., Mosca, A., (1980), Gruppo e istituzioni a scuola, Boringhieri, Torino.

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