“Stellina” al posto di “Maria” nella canzone. Ira del indaco leghista. La DS: “I bambini hanno deciso così”

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“Stellina” al posto di “Maria” nella canzone. Ira del indaco leghista. La DS: “I bambini hanno deciso così”

“Alle scuole medie Ponti di Gallarate le canzoni della recita “natalizia” sono state decristianizzate per non urtare chi Cristiano non è!!! Storpiare le canzoncine natalizie su Gesù o Maria, quando il Natale stesso è una festa Cristiana legata alla Nascita di Cristo, è una cosa senza senso”.

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Chi non celebra resta a scuola a Natale

A lanciare l’allarme è Andrea Cassani, sindaco leghista di Gallarate, in provincia di Varese. Sulla scia di quanto affermato qualche giorno fa dalla leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, il primo cittadino di Gallarate sottolinea l’assurdità di non festeggiare il Natale per quello che è, cioè la celebrazione della nascita di Cristo.

Proprio come la Meloni, Cassani suggerisce che gli insegnanti che non lo celebrano si dovrebbero rendere disponibili ad essere presenti in classe dal 23 al 31 dicembre per “non urtare” chi non è cristiano. Ignorando, probabilmente in maniera voluta e provocatoria, che quelle natalizie non si qualificano come ferie o vacanze, ma come interruzione dell’attività didattica.

La versione “censurata” in confronto con l’originale

La versione della preside

La scuola, dal canto suo, si smarca dalle accuse. Secondo quanto riporta la testata locale Malpensa24 infatti, la Dirigente Scolastica dell’Istituto Ponti, Francesca Capello, ha spiegato che la “censura” del nome di Maria è dovuta a motivazioni legate alla trama dello spettacolo, non a questioni religiose.

Il nome della Vergine, infatti, sarebbe stato sostituito con la parola “stellina” poiché nel copione dello spettacolo è presente una bambina che si addormenta e sogna di diventare una stella. Inoltre, sottolinea la preside, il comitato dei genitori con la collaborazione dei docenti ha promosso la recita scolastica. Ma sono stati i ragazzi stessi – al termine di un laboratorio teatrale – a rielaborare il testo della canzoncina per finalità sceniche.

A riprova del fatto che non vi sia alcun intento di “scristianizzazione”, Capello chiarisce che “Nello spettacolo verranno cantate tutte le canzoni tradizionali, da ‘Jingle Bells’ al coro gospel con ‘Oh Jesus’. Il programma è ampio e comprende diverse cose, per copione è stata modificata una singola canzone su otto”.

La polemica sui social

Il nome di Gesù, dunque, ritorna più volte nel corso della rappresentazione. Rendendo assai controversa l’ipotesi di “decristianizzazione”. Sui social, però, sono continuate le proteste. Specialmente da parte di genitori secondo cui i ragazzi hanno ricevuto il testo della canzone già nella versione “censurata”. Anche un altro brano – spuntato tra gli screenshot su Facebook – avrebbe subito simili modifiche, vedendo sostituite le parole “Signore” e “Gesù”.

La decisione del provveditorato

Non placate dalle motivazioni della preside, quindi, le polemiche sono continuate, tanto da spingere il provveditorato a intervenire. “La confusione si è generata perché effettivamente i ragazzi si sono visti arrivare i testi modificati senza che fosse spiegato il motivo. Ci sono state delle incomprensioni”. Questo è quanto afferma Claudio Merletti, provveditore scolastico della provincia di Varese. “Ma in ogni caso, il problema è ora risolto: i testi sono stati riportati alla versione originaria” conclude il funzionario.

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