Metodo ESDM, i bambini autistici apprendono di più se motivati correttamente

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Metodo ESDM, i bambini autistici apprendono di più se motivati correttamente

I bambini con autismo hanno un grande potenziale di apprendimento, ma imparano con impostazioni diverse da quelle messe in atto dai minori con sviluppo tipico.

“L’apprendimento in loro non e’ ne’ assente ne’ cieco, ma non e’ modulato dal contesto pedagogico. I minori con autismo raggiungono, inoltre, una performance migliore se motivati”. Apre cosi’ la seconda giornata di convegno sugli autismi all’universita’ La Sapienza di Roma Giacomo Vivanti, professore della Drexel University. “I minori con disturbi dello spettro autistico non devono essere visti come un recipiente vuoto in cui l’adulto dice loro cosa fare. E’ piu’ opportuno partire dai loro obiettivi, cooperando e insegnando comportamenti nuovi dentro le routine che costruiscono. Non abbiamo trovato uno stile di apprendimento univoco nell’autismo- precisa il professore- perche’ imparano in modo diverso. Cio’ che li motiva e’ differente da cio’ che motiva i bambini con sviluppo tipico. Questi ultimi imitano spesso quello che fanno gli altri, semplicemente perche’ vedono gli altri divertirsi a battere le mani sul tamburo e ripetono la stessa cosa. Questo fare le cose solo perche’ le fanno gli altri, in modo arbitrario, e’ un’attivita’ che vediamo meno nei bambini autistici”.

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In che modo apprendono i bambini autistici?

Seguendo un lavoro sui minori dai 18 ai 24 mesi relativo all’imitazione con l’eye-tracking, Vivanti ha osservato dove guardano questi bambini quando “gli mostriamo una nuova azione. È emerso che osservano molto di piu’ gli oggetti presenti. Invece di guardare l’adulto per capire cosa stia per succedere, seguono il movimento dell’oggetto. I bambini imitano degli oggetti che si muovono- spiega Vivanti- e questo non facilita l’acquisizione di comportamenti nuovi”.

Come processano la novita’?

“Se l’attenzione del campione di bimbi senza autismo (ma con sindrome di Williams) cala per lo stimolo ripetuto e aumenta per quello nuovo, l’attenzione dei minori con autismo cala ma piu’ lentamente. La novita’ non li attira”. In generale le componenti dell’apprendimento sono due: sociale e strumentale. “I bambini neurotipici sanno imparare a fare molte cose avendo una preferenze di sistema che facilita l’apprendimento. Sanno dare priorita’ agli stimoli sociali ed assegnano una diversa allocazione di risorse alle novita’ e alla responsivita’ ai segnali affettivi. I bambini con autismo hanno, invece, maggiori difficolta’ a mettere in pratica l’apprendimento sociale”.

EARLY START DENVER MODEL

Per promuovere l’acquisizione dei comportamenti chiave Vivanti utilizza l’Early start denver model (ESDM). È un intervento disegnato per “focalizzarsi sui deficit notati nei primi 2 anni di vita, che hanno un impatto sull’apprendimento”. Permette di osservare l’orientamento e l’attenzione sociale, la comunicazione non verbale, il gioco, l’attenzione congiunta, l’imitazione, la condivisione e la sincronia affettiva.

“Con i bambini di 18-24 mesi strumenti come l’ESDM ci aiutano a realizzare un intervento adeguato alle esigenze di quella eta’”.

In ogni caso l’apprendimento avviene “a tutte le eta’ e dovrebbe essere offerta la possibilita’ di seguire interventi a tutte le eta’. – sottolinea Vivanti- ma i bambini che iniziano prima hanno un vantaggio soprattutto se l’intervento viene erogato tra i 18 e i 24 mesi. Abbiamo visto esiti positivi in bambini che iniziano un pochino dopo se e’ presente una iniziale capacita’ verbale. Tuttavia fa molta differenza se l’intervento e’ condotto su bambini non verbali con meno di quattro anni”. Lo dimostra uno studio condotto su 519 bambini con un intervento intensivo e precoce di un anno.

“E’ risultato che il 54% di questi non era verbale all’inizio del trattamento e un anno dopo la meta’ di questi aveva acquisito il linguaggio”, ricorda Vivanti.

L’intervento ha piu’ successo in classi speciali o inclusive?

“Abbiamo insegnato a insegnanti normali e di educazione speciale l’intervento ESDM su 44 bambini tra i 15 e i 30 mesi permettendo un miglioramento della qualita’. Abbiamo utilizzato delle scale che valutano la qualita’ delle offerte di insegnamento negli asili nido per vedere, ad esempio, la frequenza con cui gli insegnanti facilitano l’apprendimento di nuova abilita’. La padronanza di tecniche disegnate per facilitare l’apprendimento nell’autismo- spiega l’esperto- attraverso il gioco e le attivita’ condivise. Attività che piacciono al bambino autistico per inserire nuovi apprendimenti, aiutava le insegnanti a proporre insegnamenti utili anche ai bambini con sviluppo tipico. Quindi, questi ultimi hanno beneficiato della presenza in classe del bambino con autismo.Noi cerchiamo di togliere il piu’ possibile l’intervento dal contesto medico clinico per renderlo sempre piu’ spendibile e utilizzabile all’interno del contesto di vita reale. L’obiettivo e’ aiutare il bambino a interagire agli stimoli cui tutti siamo normalmente esposti”.

Quanto costa l’ESDM?

“All’inizio di piu’ ma nel lungo periodo fa risparmiare grazie ai minori costi legati al bisogno di assistenza. La sostenibilita’ va valutata in termini di ritorno e non sui costi iniziali”. Sugli interventi “l’importante e’ non essere dogmatici e per fortuna esistono piu’ approcci scientificamente fondati. Tra strategie di intervento evolutive e comportamentali non esiste alcuna evidenza di superiorita’ di un modello rispetto all’altro”.

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