“La fortuna (umiliata) di insegnare”, le parole di Gnocchi che tutti i prof dovrebbero leggere

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“La fortuna (umiliata) di insegnare”, le parole di Gnocchi che tutti i prof dovrebbero leggere

di Alessandro Gnocchi

tratto da Il Giornale 

Mapifin

Gli insegnanti in Italia sono pagati male, considerati peggio e assimilati agli assistenti sociali. Tuttavia un italiano su tre spingerebbe il proprio figlio a salire in cattedra, anche solo a prendere palline in testa o a essere vittima di scherzi feroci diffusi via Facebook.

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In fondo resta un lavoro statale, una volta che hai la cattedra legata alla caviglia al massimo affondi con lei, ma nessuno potrà togliertela. Chiariamo subito una cosa: insegnare è un mestiere stupendo e regala grandi soddisfazioni.

Un tuo alunno, destinato a una agiata ma noiosa vita da mobiliere, decide di laurearsi in Storia dell’arte e diventa a sua volta professore. Estasi. Una tua alunna, destinata a una agiata ma noiosa vita da mobiliera, si laurea in architettura e va in giro per la provincia a costruire ville. Altra estasi.

Quando capita di poter incidere, in modo positivo e non coercitivo, sulla vita degli altri? Praticamente mai. Ma l’insegnante ha qualche chance in più di provare questa emozione: essere fiero di ciò che ha fatto qualcun altro, un suo studente. È impagabile, e pazienza, per una volta, per lo stipendio da fame.

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