“Sedie, sputi, insulti, intimidazioni: noi prof cosa dobbiamo ancora aspettare per esistere?”

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Sedie, sputi, insulti, intimidazioni. Cosa dobbiamo ancora aspettare per:

a) Prevedere l’aggravante per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nella scuola proprio per la sua specificità (luogo di formazione e di educazione) e per la presenza di minori (spesso queste aggressioni avvengono in presenza di minori che subiscono turbamenti psicologici);

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b) Risarcire il docente vittima di aggressione fisica – sulla base dei danni biologico e morale rilevati – con una specifica indennità economica ed un riconoscimento giuridico da valere nella progressione di carriera;

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c) Risarcire l’Istituzione Scolastica – anch’essa vittima dell’aggressione – sulla base del danno cagionato alla sua immagine;

d) Determinare una forma di “D.A.SCO.” (Divieto di Accedere alle manifestazioni SCOlastiche) temporaneo per alunni e permanente per i genitori violenti a tutela della serenità dell’ambiente scolastico;

e) Obbligare alla costituzione di parte civile per legge del MIUR e dell’Istituzione Scolastica in sede di processo penale;

f) Prevedere – nel caso di gravi violenze verbali da parte di un alunno -il temporaneo affidamento ad Enti di volontariato riconosciuti e presenti nel territorio per favorire un processo di riflessione e di recupero educativo;

g) Istituire una giornata nazionale contro ogni forma di violenza verso le scuole e gli operatori (furti e danni ed aggressioni fisiche e verbali);

h) Convocare urgentemente una conferenza nazionale della Scuola per discutere le opportune soluzioni (preventive e difensive) al fine di fronteggiare una vera e propria emergenza sociale (la scuola teatro di violenze fisiche e psicologiche).

Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici -Ancodis
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