Può un insegnante “cacciare fuori” un alunno irrequieto? Ecco la risposta per evitare rischi

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Può un insegnante “cacciare fuori” un alunno irrequieto? Ecco la risposta per evitare rischi

In un articolo postato sul suo blog dalla professoressa Isabella Milani (toscana con nome di fantasia), un genitore chiede se è lecito che il figlio venga cacciato fuori dall’insegnante. La risposta che probabilmente sorprenderà tutti è la seguente: “decisamente no”.

“Un tempo – scrive la docente sul blog – era pratica comune, oggi ci sono ancora insegnanti che lo fanno, specialmente alle superiori. Ma fanno male. Ci sono due motivi: uno legale e l’altro didattico/educativo.

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Le risposte della prof

Il primo: all’insegnante viene affidato un bambino (o ragazzino, o ragazzo, cambia poco). L’insegnante ha il dovere di prendersi cura della sua educazione, della sua preparazione e della sua sicurezza. Se mando fuori un alunno dalla classe, durante tutto il periodo della forzata assenza dalla classe non gli insegno niente e non posso sorvegliarlo. In altre parole. Quando è fuori dalla classe, chi vigila su di lui? Nessuno. La vigilanza di un alunno non può certo essere affidata a chi passa per i corridoi. L’obbligo di vigilanza è fra i principali doveri del docente.

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Se un alunno si fa male, il docente che avrebbe dovuto vigilare ha responsabilità penali, civili, disciplinari, e deve dimostrare che aveva messo in atto tutto quello che era necessario per evitare l’incidente.

Le responsabilità non finiscono, infatti la prof prosegue. “Se deve assentarsi (per validi motivi, come quello di andare in bagno) ha l’obbligo di affidare la classe a un collaboratore. Nel caso in cui un alunno si facesse male, o scappasse dalla scuola, nel periodo in cui si trova fuori dalla classe perché “buttato fuori”, certo il docente non potrebbe affermare di aver fatto tutto il possibile.

“Dal punto di vista educativo l’insegnante che “butta fuori” l’alunno dichiara la sua incapacità di gestirlo. Gli insegna che i problemi non si risolvono, ma si evitano. L’alunno “buttato fuori”, inoltre, soprattutto uno che ha dieci in condotta, si sente sicuramente umiliato.

Se fossi in te chiederei a mio figlio che cosa ha fatto per essere allontanato. Poi andrei dal docente a dirgli che se tuo figlio si comporta tanto male da essere mandato via, preferisci che ti mandi a chiamare e non che lo “butti fuori”.

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