A partire dal 2019, insegnanti e alunni entreranno a scuola alle 10. Tutti i dettagli

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A partire dal 2019, insegnanti e alunni entreranno a scuola alle 10. Tutti i dettagli

Entrata a scuola alle ore 10. La sperimentazioni parte da una scuola di Brindisi, l’Istituto Industriale e Liceo delle Scienze Applicate Ettore Majorana. Si tratta di una novità assoluta nel sistema d’istruzione italiano in quanto fino ad oggi mai si era arrivati a tale orario per l’arrivo a scuola.

Dietro all’iniziativa che dovrebbe partire dal 2019 c’era l’ex dirigente ed ora sottosegretario Salvatore Giuliano che ne parlò ad HuffPost.

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Le parole di Giuliano

“Molti studi hanno dimostrato i benefici di un’entrata posticipata – disse – anche in fatto di miglioramento di memoria e di prestazioni. Poi c’è un fatto pratico, che chiunque può verificare da solo. I ragazzi vanno spesso a dormire tardi, o, in generale, si mettono al letto più tardi degli adulti. Ma devono comunque essere operativi per le otto. Questo impedisce loro di riposarsi a dovere. Poi c’è un’altra questione, che è comune a tanti altri istituti. La nostra scuola richiama alunni di diversi comuni, i quali devono spostarsi con i mezzi pubblici. Per non fare tardi o per non perdere l’autobus, sono costretti ad alzarsi anche alle cinque del mattino. Altrimenti non riuscirebbero ad arrivare a scuola alle otto. Anche a loro un cambiamento dell’orario gioverebbe”.

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Non solo arrivare a scuola più tardi, ma anche rivoluzionare la scuola: “Dietro alla nostra iniziativa c’è un disegno molto più ampio: noi vogliamo proporre un nuovo paradigma di scuola, un nuovo modo di apprendere, molto più focalizzato sui bisogni e sulle esigenze reali degli studenti. Potremmo, dunque, consentire loro sì di entrare più tardi, ma anche dargli la possibilità di dedicarsi a laboratori e attività per coltivare i loro talenti, dalla musica allo sport”.

“Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è anche quello di modificare la politica dei compiti e della mole di studio da portare a casa. È chiaro che se gli alunni si tratterranno di più a scuola (o nel campus, appunto) verranno messi nella condizione di non dover poi tornare a casa a studiare pile di libri”.

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