Quota 100, in pensione a luglio ma senza stipendio per sei mesi: è incostituzionale

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Quota 100, in pensione a luglio ma senza stipendio per sei mesi: è incostituzionale

La riforma dell’accesso alla pensione del governo gialloverde si tinge di giallo. Bisognerà attendere un decreto ad hoc di cui ancora non si conoscono le tempistiche. Adesso nella bozza di legge, denominata “Pacchetto pensioni“, spunta una novità clamorosa.

I lavoratori che maturano il diritto ad andare in pensione con quota 100 potranno avere l’assegno solo dal 1° luglio 2019.

Nella bozza si precisa quanto segue

A fronte di requisiti acquisiti dal 1° gennaio 2019 “il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico è conseguito trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti”.

Per il personale della scuola, al momento, giunge solo un’indicazione generica: “la finestra è annuale”. Si conferma, in questo modo, la normativa di settore, la quale prevede l’uscita solo a partire dal 1° settembre di ogni anno. Ma è probabile che il pagamento posticipato dell’assegno di quiescenza possa riguardare anche docenti, Ata e dirigenti scolastici.

Per Anief è evidente che, stando così le cose, il motivo dei cambiamenti di rotto e dei ritardi per aggiudicare le mensilità dei prossimi pensionati è da ricercare in gran parte nella mancata copertura finanziaria. Mancanza che sarebbe dovuta arrivare con la prima manovra economica del governo in carica. Diventa un rebus il futuro dei lavoratori della scuola, dove i requisiti si maturano fino al 31 agosto.

La norma per Anief non rispetta la Costituzione. “È assurdo che dopo aver lavorato una vita si debba essere trattati e illusi in questo modo”, commenta il suo presidente nazionale Marcello Pacifico.

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