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Scheletri nell’armadio: edificio del Miur nelle mani di CasaPound da 15 anni. Danno erariale da 4 milioni

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Casapound

Il movimento di estrema destra CasaPound Italia è tornato al centro della cronaca (nera, ndr). L’ultima impresa degli attivisti del movimento è stata una raffica di minacce e intimidazioni ai danni di militari della guardia di finanza.

“Se entrate, sarà un bagno di sangue”.

Questo è quanto avrebbero detto alcuni membri di CPI all’indirizzo degli uomini delle fiamme gialle, convenuti in via Napoleone III, in zona Esquilino, Roma. A riferirlo è il Corriere Della Sera.

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L’antefatto

Gli uomini della finanza erano sul posto per eseguire un mandato della procura regionale della Corte dei Conti. L’organo istituzionale, infatti, ha il compito di quantificare il danno erariale dovuto all’occupazione abusiva dell’edificio, divenuto il quartier generale di CasaPound quasi 14 anni fa. Le fiamme gialle avrebbero dovuto effettuare approfondimenti, alcuni dei quali all’interno dell’edificio.

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Roma: Facciata della sede di CasaPound Italia

I lati controversi della faccenda sono almeno due.

Primo: doppiopesismo capitolino

L’edificio di via Napoleone III è rimasto finora immune alle ordinanze di sgombero che, da qualche anno, stanno facendo piazza pulita degli immobili della capitale occupati abusivamente. Un anno fa, ad esempio, è stato evacuato il palazzo di via Curtatone (occupato da eritrei).

Secondo: il ruolo del Miur

Della struttura, occupata dal 27 dicembre 2003, è titolare il Ministero della pubblica istruzione. La sede, quindi, dovrebbe essere adibita alle attività del dicastero di Viale Trastevere. Da anni, però, il Miur e l’Agenzia del Demanio si rimpallano le responsabilità per la gestione del problema.

Fonti del Miur hanno rivelato a L’Espresso che”Il ministero non ha intrapreso azioni per rientrare in possesso dell’immobile” salvo sollecitare nel 2008 “le autorità competenti in merito alla denuncia, richiedendo ancora una volta lo sgombero”.

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L’edificio, che  i “fascisti del terzo millennio” definiscono “ambasciata d’Italia nel quartiere multietnico della capitale”, resta per ora nelle mani dei vertici di CasaPound. Coi suoi sessanta vani, di cui almeno una ventina appartamenti abitabili, il palazzo di Via Napoleone III ospita non solo il centro politico del movimento neo-fascista, ma anche i ras di CasaPound con le rispettive famiglie. Un’occupazione abitativa illegale, costata finora (si stima) circa 4 milioni di euro.

Il Miur, che ritiene la faccenda di esclusiva competenza dell’Agenzia del Demanio, non sembra avere intenzione di muovere un dito per riscattare l’edificio. Un palazzo occupato abusivamente e abitato dai “camerati” – a prezzo di costo – in uno dei quartieri più costosi di Roma.

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