Visite fiscali: ecco come evitare che il medico venga a casa quando si è in malattia

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Bypassare le visite fiscali a casa si può. Ci sono infatti opzioni che il medico può inviare all’inps, degli impedimenti che potrebbero “salvare” l’impiegato statale da problemi.

 

Secondo quanto riporta LaLeggeperTutti, in base a quanto specificato dall’Inps, l’esonero dalla visita fiscale vale per i lavoratori dipendenti del settore privato assenti a causa di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita comprovate da idonea documentazione sanitaria;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta che ha determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, i casi di esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità sono indicati da un apposito decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione [2]:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per patologie ascritte alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto in materia [3], o per patologie rientranti nella Tabella E dello stesso decreto);
  • malattie connesse alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

In alcuni casi, pur non spettando l’esonero, l’assenza dalla visita fiscale può essere considerata giustificata. In particolare, l’assenza può essere giustificata in caso di:

  • ricovero ospedaliero;
  • assenza durante le fasce di reperibilità dovuta a giustificato motivo.

Nello specifico, sono considerati giustificati motivi di assenza durante le fasce di reperibilità:

  • i casi di forza maggiore;
  • le situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza del lavoratore altrove;
  • la concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici se si dimostra che le stesse non potevano essere effettuate in ore diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilità;
  • ogni serio e fondato motivo che renda ragionevole l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio.

Assenza alla visita fiscale giustificata: esempi

Ecco alcuni esempi pratici in cui l’assenza alla visita fiscale è considerata giustificata:

  • ritiro di radiografie collegate alla malattia in atto;
  • trattamenti terapeutici urgenti, come iniezioni;
  • visita presso l’ambulatorio del medico, in caso di orario di ricevimento inconciliabile con le fasce di reperibilità;
  • visita presso l’ambulatorio del medico per far constatare l’eventuale guarigione della malattia, per riprendere il lavoro;
  • visita presso un medico specialista, in caso di cure dentistiche urgenti;
  • effettuazione di un ciclo di cure presso un istituto convenzionato;
  • urgenza di recarsi in farmacia;
  • svolgimento di attività di volontariato non realizzabile in tempi diversi da quelli delle fasce orarie;
  • visita a un familiare stretto ricoverato in ospedale, quando l’orario di visita ai degenti coincide con le fasce di reperibilità;
  • assistenza necessaria prestata dal lavoratore in ospedale al familiare stretto in gravi condizioni.

Come comunicare l’assenza alla visita fiscale?

Il contratto collettivo, o il contratto di lavoro individuale, o il regolamento aziendale, possono prevedere l’obbligo, per il lavoratore in malattia, di comunicare all’azienda o all’amministrazione l’allontanamento durante le fasce orarie di reperibilità . La comunicazione può avvenire, purché risulti tempestiva ed efficace, con diverse modalità: sms, telefono, mail, fax, etc.

fonte https://www.laleggepertutti.it/246936_come-evitare-la-visita-fiscale-in-malattia

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