Cassazione: anche la violenza morale sugli alunni è reato. La sentenza che fa tremare i prof

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Scappellotto “educativo” all’alunno? Scatta il reato di “abuso di mezzi di correzione”: la sentenza

Questo è quanto stabilito dalla sentenza 45736 della Cassazione : “L’insegnante che tiene un atteggiamento denigratorio nei confronti di un alunno, compiendo nei suoi confronti gesti di violenza morale o fisica, anche se considerati innocui o rivolti a scopi educativi, commette il reato di abuso di mezzi di correzione. Tanto più se il destinatario di tali comportamenti sia un alunno con difficoltà di linguaggio.”

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L’antefatto

L’insegnante era accusato, come si legge dalla sentenza, di aver avuto un atteggiamento denigratorio verso un ragazzo irrequieta ed affetto da disturbi del linguaggio. In particolare era accusato di aver in una occasione colpito leggermente l’alunno con un flauto in testa in presenza dei compagni. In altra occasione di aver colpito il ragazzo con uno schiaffo (scappellotto), per impedirgli di recarsi dal preside per protestare contro una nota disciplinare datagli dallo stesso professore.

La condanna in primo grado

Il docente che era stato condannato in primo grado per delitto di maltrattamenti, aveva visto riqualificare il suo reato nel meno grave di abuso di mezzi di correzione in Appello.
L’insegnante non ha accettato il verdetto d’Appello e si è rivolto in Cassazione cercando di far capire ai giudici che i comportamenti avuti per quanto “severi” erano da leggere in relazione alla condotta insofferente e irriguardosa dello stesso alunno verso gli altri compagni e docenti.

La sentenza

Ma per la Corte qualsiasi violenza morale o fisica, anche se minima e perpetrata con comportamenti innocui orientati a scopi educativi, non è consentita.

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