Altra tegola per i docenti: trasferimenti bloccati. 5 anni obbligatori nella regione di assunzione

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Mettere un freno alle richieste di trasferimento dei docenti. La proposta è semplice: prendere una cattedra e impegnarsi a tenerla per almeno 5 anni. Niente mobilità, quindi, per chi vuole tornare a casa dalla propria famiglia. A fare domanda ogni anno sono centinaia di insegnanti e sopratutto del meridione.

Secondo il presidente della commissione cultura al Senato Mario Pittoni si tratterebbe del domicilio professionale. Una norma che sarà applicata e sperimentata con un disegno di legge ad hoc. Il progetto della Lega punta ai concorsi regionali, gestiti dagli Uffici scolastici regionali. Vale a dire che ogni regione calcola la necessità di docenti da assumere e poi mette a bando i posti. A quel punto i docenti faranno domanda ma prima dovranno prendere il domicilio professionale nella regione scelta per la candidatura. Si parla di domicilio e non di residenza, come sembrava si potesse fare in un primo momento, perché la residenza presa come requisito avrebbe rappresentato un punto debole del ddl, in quanto ritenuto incostituzionale. Il domicilio invece non coincide con la residenza abitativa: vale a dire che un docente può scegliere di candidarsi ovunque, impegnandosi però a prendere lì il domicilio e a restarci per i primi 5 anni.

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GLI STIPENDI
Si parte quindi da concorsi regionalizzati: un modo anche per dare uno stop alle trasferte e ai trasferimenti: «Se non altro spiega il senatore Pittoni – perché gli attuali stipendi non consentono di gestire trasferte di centinaia di chilometri da dove hai affetti e interessi. E con la Buona scuola la questione coinvolge ormai trasversalmente docenti di tutte le latitudini. La nostra proposta per i prossimi concorsi, dopo la fase transitoria per stabilizzare, prevede candidati liberi di scegliere in quale regione eleggere il proprio domicilio professionale: una norma europea già recepita dall’Italia. Per poi confrontarsi alla pari con gli altri iscritti nella stessa regione. Il vincolo dei 5 anni è al momento una proposta da discutere, alla fine gli anni potrebbero anche scendere a tre. Ma l’obiettivo resta quello di evitare continui spostamenti».

IL TEMPO PIENO
Per agevolare intanto il rientro a casa dei docenti del Sud, la Lega sta pensando ad una sorta di piano di rientro potenziando il tempo pieno al Sud: oggi in Italia dei circa 2 milioni 800mila studenti di scuola elementare sull’intero territorio nazionale solo un milione scarso usufruisce del tempo pieno, e tra questi il 58% si trovano al Nord, appena l’11% al Sud e il 4% in Sardegna e Sicilia. Aumentando il tempo pieno nelle regioni meridionali si creerebbero posti di lavoro nelle scuole del Mezzogiorno.

 

fonte IlMessaggero https://www.ilmessaggero.it/scuola/scuola_docenti_trasferimenti_bloccati-4030857.html

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