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La mazzata del Governo agli insegnanti: le scuole saranno gestite direttamente dalle Regioni

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Regionalizzare l’istruzione. Il Veneto si prepara a prendere e ad accorpare a sé i docenti della Regione. 

Come scrive il giornalista napoletano Marco Esposito, il 22 ottobre prossimo, il Consiglio dei Ministri varerà  un disegno sull’autonomia della Regione governata da Zaia ( a questa seguirà Lombardia, Emilia Romagna e altre regioni del Nord). 

 Le materie di cui si parla nell’autonomia sono 23, troppe anche solo per elencarle. Ma una sola è decisiva: l’istruzione. La scuola italiana insomma da funzione statale diventerà a breve una funzione regionale, al pari degli orari dei mercati rionali. Programmi scolastici, organizzazione, assunzioni e trasferimenti saranno solo locali. Nessuno potrà impedire a un aspirante insegnante di partecipare in quanto cittadino europeo a un concorso in Veneto, ma quell’insegnante dovrà sapere che è stato assunto dalla Regione Veneto e potrà chiedere di trasferirsi da Padova a Treviso, ma non potrà lasciare il Veneto se non dimettendosi e partecipando a un nuovo concorso regionale.

Una volta spezzettata l’istruzione, sarà spezzettato anche il suo finanziamento. Non, si badi bene, in base al numero di bambini e di ragazzi da istruire. No, troppo facile. Il principio sarà in base alla ricchezza dei territori. Quindi una scuola di mille studenti a Padova riceverà fondi in base al Pil del Veneto e una di mille studenti in Calabria in base al Pil della Calabria. 

 

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