Toninelli ride da Vespa, Gramellini: “E’ così felice di essere dov’è che dimentica di rispettare chi non c’è più”

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Con quella faccia un po’ così. Che cos’avrà mai da sorridere, il sempre vigile ministro delle Infrabrutture Toninelli, accanto al plastico di un ponte associato alla morte? Quale fugace pensiero di gloria avrà minato la sua proverbiale concentrazione? Forse l’essere ammesso con tutti gli onori nel salotto televisivo che un tempo criticava in pantofole da casa? Con quella faccia un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova ma non ci abbiamo capito niente, Toninelli ride compiaciuto della propria toninellaggine. La fulminea carriera potrebbe avergli massaggiato l’ego al punto da fargli smarrire il senso della realtà, e cioè che un destino imperscrutabile ha chiamato lui a occuparsi di questa tragedia.

A proposito di Paolo Conte, anche l’avvocato omonimo che ha trasformato palazzo Chigi in un airbnb si è messo a ridere appena i giornalisti gli hanno chiesto se il decreto del governo contemplava l’atteso nome del commissario per Genova. Risata per risata, nel decreto non c’è nemmeno la strombazzata revoca della concessione ad Autostrade. Il che spiegherebbe i sorrisi dispensati, sempre a «Porta a Porta», dall’amministratore delegato alle figuracce di quell’azienda, Castellucci. Sembrano tutti così felici di essere dove sono che si dimenticano di portare rispetto a chi non c’è più. E a un’intera città che c’è ancora, ma che quando guarda il ponte spezzato e il buonumore esibito da chi dovrebbe ricostruirlo non ci trova molto da ridere.
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