Home Cronaca “Mamma non voglio più andare a scuola, lei mi dà i pugni nella pancia”: arrestata maestra d’infanzia

“Mamma non voglio più andare a scuola, lei mi dà i pugni nella pancia”: arrestata maestra d’infanzia

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Schiaffi, offese e minacce ai bambini della scuola materna. E’ finita agli arresti domiciliari una maestra con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei minori. Le indagini dei carabinieri di Montale nel pistoiese hanno preso il via da una denuncia di una mamma. La misura cautelare è stata emessa dal Gip del tribunale locale.

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I fatti, contestati alla donna, negli anni scolastici 2016-2017 e 2017-2018 e consisterebbero in una serie di condotte violente e minacciose nei confronti di alcuni bambini di tre, quattro anni frequentatori della struttura.

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Le attività d’indagine, condotte dai militari della stazione di Montale con l’ausilio anche di videoriprese, effettuate negli ambienti della scuola, sono state coordinate dal sostituto procuratore Claudio Curreli, e sono scaturite da un esposto presentato dalla madre di uno dei piccoli alunni nel febbraio scorso.

Gli accertamenti svolti avrebbero documentato una dozzina di episodi di maltrattamenti consistenti in minacce, ingiurie, strattonamenti e spintoni nei confronti dei bambini affidati all’educatrice. La donna, dopo la formalizzazione dell’arresto è stata condotta presso la sua abitazione.

Doloroso è il racconto della mamma che ha fatto l’esposto a febbraio e che riporta La Nazione: “Mio figlio è entrato alla materna venendo da un’esperienza molto positiva al nido comunale – racconta – appena invece è entrato nel primo anno della scuola dell’infanzia sono iniziati i problemi, la maestra mi chiamava a casa per dirmi di andarlo a prendere perché lanciava sedie e addirittura banchi. Quando tornava da scuola il bambino era molto nervoso e aveva atteggiamenti per lui anomali, come sbatacchiare le porte, essere agitato e provocatorio. Una volta tornò prima con un occhio pesto, poi con il naso pesto. Chiesi alla maestra e lei disse che era caduto. Poi venne con un taglio su una mano coperto col bianchetto. A un certo punto il bambino ha iniziato a parlare con me di quello che gli succedeva. Ha raccontato e ha mimato di come venisse strusciato contro il muro e di come la maestra gli desse i pugni nella pancia. Ha raccontato tutto anche alla psicologa che ha redatto un referto che ho consegnato ai carabinieri”.

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