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Ddl Concretezza, norme poliziesche: le criticità per il mondo della scuola sono davvero preoccupanti

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Ddl Concretezza, norme poliziesche: le criticità per il mondo della scuola sono davvero preoccupanti

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E’ vero che risolve il paradosso della stabilizzazione dei precari degli Enti di Ricerca: lo stanziamento previsto dalla legge di bilancio 2018, ottenuto dopo una dura battaglia della FLC CGIL e dei precari, era infatti bloccato dalla norma che vietava di incrementare il fondo accessorio oltre la soglia del 2016 impedendo di fatto di utilizzare le risorse stanziate. Col Ddl sarà dunque permesso ai fondi di aumentare, senza ingiuste penalizzazioni per il personale.

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Tuttavia le criticità contenute nel testo, soprattutto per il mondo della Scuola, sono davvero preoccupanti.

Intanto è singolare che per varare il piano triennale della concretezza nel pubblico impiego sia necessario coordinarsi con il Ministero dell’Interno. Questo particolare, non secondario, chiarisce fin dall’inizio l’aspetto “poliziesco” del piano. E’ preoccupante l’interesse al controllo “biometrico” delle presenze anche se per il personale docente ed educativo si demanda l’attuazione ad un decreto del MIUR. Simili interferenze sono lesive dell’autonomia organizzativa delle scuole oltre che funzionali ad una propaganda politica, falsa ed ingiustificata, che si iscrive dentro l’onda lunga della denigrazione del lavoro pubblico.

Siamo doppiamente preoccupati inoltre, perché l’organizzazione del lavoro, dunque anche il “controllo”, è materia contrattuale, e in sede contrattuale deve essere trattata, non può essere definita per legge. Con questi interventi si riducono gli spazi di contrattazione delle RSU che abbiamo conquistato con tanta fatica.

Ci sono poi le solite incongruenze: che cosa significa che per il personale pagato da NoiPa si debbano utilizzare “i servizi di rilevazione delle presenze dal sistema “NoiPA” del Ministero dell’economia e delle finanze”? Materialmente come avviene la cosa? Deve esserci qualcuno che lo fa: chi? Le segreterie?

Si tratta in sostanza dell’ennesima iniziativa propagandistica che istituisce un altro inutile e costoso organismo (a carico dei contribuenti): di “concreto” in questo provvedimento c’è solo la prosecuzione della persecuzione dei lavoratori pubblici, utilizzando a questo scopo perfino le Prefetture. Si tratta, da parte della ministra Bongiorno, di un “brunettismo” di ritorno.

Cambiano le legislature e i governi, ma resta la linea consueta della polemica contro i fannulloni nelle PP.AA, da controllare finanche facendo ricorso alle impronte digitali, una costante permeata da una rappresentazione demagogica insopportabile. Ci saremmo aspettati, alle porte del rinnovo dei contratti pubblici, scelte politiche di segno diverso, con l’obiettivo di rilanciare con investimenti mirati attraverso lo strumento del Contratto, la qualità dei servizi e la qualità del lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

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