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Certificazione antisismica inadeguata: le scuole aprono ma costringono prof e studenti a turni

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Certificazione antisismica inadeguata: le scuole aprono ma costringono prof e studenti a turni

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Ben novemila alunni su circa 18 mila complessivi degli istituti comprensivi di medie ed elementari di Messina frequentano scuole che non hanno un’adeguata certificazione antisismica, ma per decisione dei dirigenti gli alunni, pur seguendo in alcuni casi dei turni (alcuni istituti apriranno il 25 settembre)per accedere a scuola, hanno iniziato le lezioni. Complessivamente, dopo la valutazione dei tecnici, solo quattro scuole su 116 hanno un’ottima valutazione antisismica.

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E’ quanto emerge dai dati rilevati dal Comune di Messina sulla situazione degli istituti scolastici, dopo l’indagine voluta dall’amministrazione in seguito all’ordinanza del sindaco Cateno De Luca che prevedeva la chiusura delle scuole non a norma dal punto di vista antisismico e antincendio. Dallo studio del Comune emerge che ben 41 plessi potrebbero aprire solo con limitazioni, quindi seguendo turnazioni negli orari di accesso agli istituti, mentre 20 dovrebbero restare completamente chiusi.

“Nonostante questo – spiega Salvatore De Francesco il dirigente del comune responsabile della pubblica istruzione – anche gli alunni di quest’ultimi istituti hanno iniziato o inizieranno nei prossimi giorni l’anno scolastico recandosi in altri plessi che li ospiteranno e sono a norma. Gli istituti che hanno delle limitazioni e dovrebbero fare dei lavori per mettersi in sicurezza usufruiranno del decreto milleproroghe per posticiparli. Questo non vuol dire che siano a norma, ma la legge gli consente di aprire la scuola assicurando che in seguito faranno quanto necessario per essere in regola”.

Deluso l’assessore comunale alla pubblica istruzione Enzo Trimarchi che afferma: “Molti dirigenti hanno scelto di aprire lo stesso pur non avendo le certificazioni necessarie, si prendono una grande responsabilita’. Capisco il diritto allo studio ma la sicurezza per noi dell’amministrazione era e resta prioritaria. Chi ha voluto aprire per forza ha pensato che la nostra fosse una battaglia di principio ma e’ una battaglia concreta per la sicurezza”.

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