Sessualità tra i banchi di scuola: studenti sempre più “attivi” sin dalla tenera età, ecco come comportarsi

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Si dibatte molto sul tema della sessualità tra i ragazzi, e su come affrontarlo tra i banchi di scuola. Già durante l’infanzia , infatti, il bambino cerca continuamente risposte sul tema dell’amore, ma nell’adolescenza questo bisogno fondamentale perdura e si associa alla necessità di avere un partner per formare la propria identità sessuale. Nell’adolescenza l’incapacità di esprimere i propri sentimenti con le parole è una delle cause più frequenti del cosiddetto “passaggio all’atto”: la tensione non viene elaborata psichicamente ma viene scaricata con l’azione.

Quando, infatti, si verificano episodi di sesso consumati all’interno di una istituzione scolastica, bisogna riflettere sui processi di crescita insiti nei protagonisti ed esplorare i loro bisogni esibizionistici e narcisistici. Le provocazioni dei bambini e dei ragazzi hanno spesso l’obiettivo di verificare il grado di interesse che gli altri prestano loro. È come se dicessero: “io esisto, devi tener conto di me, ho bisogno della tua attenzione, del tuo affetto, della tua considerazione e te lo faccio sapere con i miei comportamenti”. In altri casi, può trattarsi anche di uno scarso coinvolgimento nelle attività scolastiche, che porta il ragazzo/a a “pensare ad altro”. E’ il caso di una mamma che, a fronte di una figlia che si masturbava compulsivamente in classe, si è rivolta ad una psicologa. L’esperta di sessualità le ha consigliato di creare un maggior coinvolgimento non solo nell’ambiente scolastico, ma anche familiare.

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Potrebbe trattarsi, infatti, anche di una sfida ai genitori, di un modo di scoprire le proprie potenzialità e i propri limiti o di un tentativo di vincere la noia e colmare un vuoto con la ricerca di sensazioni forti e estreme. Attraverso comportamenti sessualizzati l’adolescente probabilmente cerca di eliminare sentimenti e pensieri che non può tenere in mente, altrimenti rischierebbe di contrarre un dolore insopportabile; è costretto quindi ad agire per non pensare. Attraverso azioni intense e significative sembra che cerchi di crescere, migliorarsi, sviluppare se stesso come individuo.

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Gli adolescenti, quindi, possono manifestare la loro sofferenza o chiudendosi in se stessi oppure gridando il loro disagio, attraverso manifestazioni limite. Il fare sesso a scuola rappresenta forse per loro un’esperienza speciale e unica per esibire la propria sessualità.

L’essere scoperti, anziché suscitare il senso di colpa e di vergogna paradossalmente potrebbe rappresentare il debutto sessuale: come un rito d’iniziazione dove però manca l’integrazione tra sesso e amore. Il corretto sviluppo psicosessuale rende l’adolescente “adulto” solo quando integra eroticità e sessualità, intese, quest’ultime, come relazione di scambio e non come desiderio di dominio.

Il contesto scolastico viene vissuto dagli studenti prima di tutto come un ambito di relazioni con i coetanei e con gli adulti.

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Ph Credits: Istockphoto

In quest’ambito la scuola dovrebbe svolgere un ruolo importante in senso positivo, aiutando il ragazzo ad avere una buona sicurezza, il che comporta la sua valorizzazione e l’apprezzamento delle qualità positive personali. La sicurezza si rinforza e si costruisce in un contesto relazionale che offra l’opportunità di esprimere se stessi e le proprie capacità. La valorizzazione aiuta l’adolescente ad avere fiducia in se stesso consentendogli di superare senza timore e aggressività difensiva, gli ostacoli, gli insuccessi, le frustrazioni.

Sarebbe opportuno quindi riuscire a stabilire un rapporto franco con i propri ragazzi, fondato su un dialogo aperto ma in cui il docente non rinuncia al proprio ruolo di guida autorevole.
Gli insegnanti dovrebbero forse dare spazio all’ascolto dei ragazzi, che in tale modo possono conquistare la capacità di metabolizzare le emozioni e di trasformarle in pensiero: l’insegnante dovrebbe porsi nei confronti dei ragazzi senza memoria e desiderio e cercando di essere veramente presenti nell’hic et nunc dell’esperienza vissuta.
La scuola non dovrebbe occuparsi tanto di educazione sessuale, ma di affettività, per evitare che gli adolescenti si rifugino nel sesso, nell’alcol o addirittura nella droga per riempire le carenze che hanno nel loro intimo.

In generale occorre accostare i ragazzi alla dimensione sessuale nel modo più naturale possibile, evitando comportamenti di omertà o facendolo percepire come un argomento proibito o vergognoso.
Conoscere maggiormente i problemi degli adolescenti inerenti la sessualità porterà i nostri giovani a una maggiore consapevolezza che caratterizzerà piacevolmente e serenamente la loro vita sessuale adulta.

L’Agenzia “Dire” fornisce qualche esempio per contestualizzare il fenomeno della sessualità tra i banchi.

In un Campus californiano due giovani sono stati colti a fare sesso sul tetto della scuola: come sempre c’era qualcuno a fotografare ed è scattata una inchiesta interna.

In provincia di Brescia sono stati arrestati due ragazzi per una presunta violenza sessuale nei confronti di una loro compagna di classe. Ma il professore che stava interrogando sembra non essersi accorto di niente.

A Bassano del Grappa due ragazzi sono stati sorpresi a fare sesso nel bagno della scuola.

In Umbria due ragazzi appena quindicenni sono stati scoperti a fare sesso in classe durante una normale ora di lezione.

Cresce il numero di teenager che offrono immagini osé o vere e proprie prestazioni sessuali ai loro compagni di scuola: diffusione di video o immagini sexy in cambio di un compenso.

A Napoli arriva un video scandalo diffuso in rete dagli stessi protagonisti: un ragazzo e una ragazza fanno sesso orale in classe e l’amica di lei riprende e mette in internet.

Un’artista svedese, Ylva Marie Thompson, ha aperto a pochi chilometri da Vienna una scuola, fuori dal comune, la prima in Europa se non nel mondo. Si chiama Aisos, cioè Austrian international school of sex. Il suo programma didattico prevede lezioni di sesso sia teorico che pratico, storia antica e moderna del sesso, posizioni, tecniche amatorie, elementi di anatomia. L’età minima per iscriversi è 16 anni, un semestre di lezioni costa circa 1.400 euro, ci sono anche weekend di full immersion e degli esami finali.

In un liceo veneziano gli studenti propongono di installare un distributore di preservativi nei bagni della loro scuola ma scoppia una polemica.

A Chicago un professore di psicologia non si è accontentato di usare lavagna e libri per tenere una lezione teorica sul piacere femminile, ma ha portato in aula donne in carne ed ossa per fare lezione di pratica.

Da un’indagine della Sigo, svolta su un campione di seicento ragazze sotto i 26 anni, risulta che una giovanissima su sei – a 14 anni – ha già fatto l’ amore, spesso tra i banchi di scuola e senza profilattico.

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