Legge di bilancio 2019, Di Maio e Salvini in accordo solo sulla Scuola: neanche un euro all’istruzione

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Legge di bilancio 2019, Di Maio e Salvini in accordo solo sulla Scuola: neanche un euro all’istruzione

E’ iniziato alle 8,30 a Palazzo Chigi il vertice di governo tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. L’incontro serve a fare il punto sulle priorità della prossima manovra economica.

Col termine manovra economica, in questo caso, ci si riferisce alla Legge di Bilancio 2019 che, a partire dalla normativa n. 243/2012, ha unito Legge di Bilancio e Legge di Stabilità (quella che una volta si definiva ‘manovra’). Le due operazioni, quindi, dal 2016 costituiscono un unico testo legislativo.

Per definizione, dunque, La Legge di Bilancio è un documento contabile, di tipo preventivo, con cui l’esecutivo comunica al Parlamento le entrate e le spese pubbliche previste per l’anno seguente secondo le leggi in vigore.

Tanti i temi sul tavolo dei ministri, specialmente per quello che riguarda lavoro, fisco e welfare. Dalle dichiarazioni preliminari, rilasciate dalle figure apicali dell’esecutivo prima dell’inizio dei lavori per la manovra, appare evidente una discrepanza su quelle che si possono considerare le priorità.

Per il leader 5 stelle Luigi Di Maio il primo posto nell’agenda spetta al reddito di cittadinanza, una promessa elettorale sulla quale il Movimento si gioca molto in termini di credibilità.

“È chiaro che non si può prescindere dal reddito di cittadinanza” dichiara Di Maio a Radio Radicale, sottolineando che quello a Palazzo Chigi “È un vertice come altri ce ne saranno nei prossimi giorni”. “Stiamo mettendo a punto quella che una volta era la legge finanziaria di fine anno – spiega Di Maio – in cui si decide come spendere le tasse degli italiani e soprattutto quanto utilizzare di investimento in deficit, in modo da poter soddisfare quello che abbiamo garantito agli italiani”. Il riferimento è anche alla legge Fornero, sulla quale Di Maio chiosa: “Non si può prescindere da temi come il reddito di cittadinanza e il superamento della legge Fornero”.

A proposito del deficit si esprime anche l’altro vicepremier del Governo gialloverde, Matteo Salvini, in un intervento per IlSole24Ore. “Il dibattito su 1,7 o 1,9 o 2,4 o 2,9 arriva alla fine – chiarisce Salvini – Prima ci mettiamo i contenuti. L’obiettivo è di mantenere il rispetto dei vincoli e delle regole esterne imposte, di non sforare alcunché”. Il riferimento è al tanto discusso tetto del 3% nel rapporto Deficit/Pil sancito dalla Patto di Stabilità. “Si” alla quota 100 integrale – continua il leader leghista – anche perché, confrontandomi con medie e grandi aziende, abbiamo calcolato che il diritto alla pensione di un 62enne, faccio una cifra a caso, vale un posto di lavoro e mezzo in più per un giovane. E molti imprenditori mi hanno garantito che se potessero alleggerirsi della manodopera più anziana tornerebbero subito a occupare più giovani. E quindi una parte dei costi verrebbe riassorbita rapidamente dai maggiori contributi versati”. C’è spazio anche per la flat-tax, ovviamente – nel discorso di Salvini.

Insomma, priorità molto differenti. Reddito di cittadinanza e legge Fornero per i 5 stelle, Flat-Tax e sostegno alle imprese per la Lega.

Tuttavia nessun cenno, almeno nella fase preliminare, alle emergenze e ai fondi necessari per il comparto scuola. Di Maio abbozza un riferimento alle infrastrutture, specie a quelle del sud “che sono praticamente inesistenti, ma anche alla manutenzione di quelle esistenti in tutta Italia”, senza alcun riferimento specifico alla questione sicurezza dell’edilizia scolastica.

Gli unici fondi per la scuola, che oltre alle infrastrutture avrebbe bisogno anche di risorse in vista della scadenza contrattuale 2018 per gli insegnanti, sembrerebbero quelli stanziati dal governo precedente e “trovati” da Bussetti. “Abbiamo trovato 7 miliardi che andranno presto ai Comuni e alle Province per la messa a norma – dichiarava ieri il titolare del Miur a RaiNews 24 – Inoltre, da parte di Asi e Cnr ci sarà un lavoro a costo zero per monitorare via satellite le oltre 40 mila strutture scolastiche esistenti”.

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