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Noi che la gita scolastica era un evento e se la maestra ci dava uno schiaffo a casa ne avevamo due

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Se sei nato tra il 1950 ed il 1980 non puoi non far parte di “Noi che”

– Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.
– Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo anche in bici.
– Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
– Noi, che la scuola cominciava il 1° ottobre.
– Noi, che il maestro era uno solo.
– Noi, che le scuole di chiamavano scuole e non comprensivi.
– Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
– Noi, che se a scuola la maestra ti dava un s-ciafòun, la mamma o il papa a casa, informati della cosa… te ne davano due.
– Noi, che i nostri genitori non ci consideravano campioni del mondo, se davamo due tocchi al pallone con la squadra della parrocchia o all’Eden.
– Noi, che se portavamo a casa un 5, la colpa era nostra e non dell’insegnante.
– Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, o il professore di dava un 2 a casa era il terrore.
– Noi, che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici, con lo scudetto colorato diverso su fondo bianco per ogni scuola media.
– Noi, che avevamo le tute lucide acetate dell’Adidas che facevano figura, ma erano pure le uniche.
– Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
– Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca e non su internet.
– Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena e giravi dove ti pareva a piedi e bici.
– Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della FIAT 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno “pulito” in riviera (c’era già qualche alga puzzolente a dir la verità).
– Noi, che tuo padre aveva la Giulia Alfa ed era l’uomo più felice del mondo.
– Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti amici lo stesso, anche senza FB.
– Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e girare il rotellone a fianco; i canali erano solo 2 e RAI.
– Noi, che andavamo a letto dopo Carosello e ho perso l’ultima puntata di Maigret e sono ancora arrabbiato coi miei, perché non ho mai saputo chi era l’assassino.
– Noi, che sapevamo che era pronta la cena, perché c’era Happy Days e Fonzie.
– Noi, che guardavamo allucinati il futuro con “Spazio 1999” e “Ai confini della realtà” .
– Noi, che cantavamo con veemenza la sigla travolgente ed epica di Bonanza (serie western TV);
– Noi, che abbiamo visto per TV la splendida ODISSEA, il Conte di Montecristo e i Promessi Sposi.
– Noi, che prevedevamo con apprensione che in “Avventure in elicottero” la radio di bordo NON avrebbe funzionato ancora una volta.
– Noi, che aspettavamo l’arrivo salvifico di Rin Tin Tin o di Lassie.
– Noi, che fuori orario accendevi la TV vedevi solo il monoscopio col il sibilo mono-tono Rai o vedevi le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni con suono d’arpa: “INTERVALLO”.
– Noi, che nel 1963, quando hanno ucciso Kennedy, hanno interrotto tutte le trasmissioni Rai TV.
– Noi, che ci sentivamo ricchi, se avevamo il viola di ‘Parco Della Vittoria e di Viale dei Giardini’ a MONOPOLI.
– Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
– Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più bravo e che se anche andavi in strada a 5 anni non era così pericoloso.
– Noi, che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
– Noi, che abbiamo sgattato il cerchio al Parco.
– Noi, che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’ e il “tesoro nascosto con la mappa”.
– Noi, che giocavamo a cucù.
– Noi, che ci divertivamo anche facendo TAPPO! o giocando all’asino con le carte da briscola.
– Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l’album Panini (celò, celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).
– Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa, ma che a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo via di corsa.
– Noi, che compravamo dal fornaio una chizza o la stria per 100 £ire € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
– Noi, che per Carnevale abbiamo mangiato i rosoni e le castagnole fritte di nostra madre.
– Noi, che bevevamo acqua dalle fontanelle dei giardini (Al Parco), non dalla bottiglia della minerale e un gelato o un BIF costava 50 £ire (pari a € 0,025!).
– Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
– Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è ?
– Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney o Bunny.
– Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare e i gettoni – ma perché poi c’erano i gettoni che si potevano usare le monete???) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti o al Parco.
– Noi che non avevamo gli smartphone e potevano fare gli scherzetti col telefono fisso, senza essere rintracciati con l’ID e la cellula come fanno a Navy CIS.
– Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
– Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
– Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo (la tintura) e più era rosso più eri un eroe.
– Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte, fionde, stuffioni, pelosa, ecc
– Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un tedesco-un italiano…
– Noi che ci piaceva il pelo nella patata e non la brasiliana o orrende scolpiture.
– Noi che ci piacevano calze e reggicalze.
– Noi, che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
– Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.
– Noi, che l’unica merendina era il Buondì Motta o un Cioccorì di riso soffiato (ma come facevano a soffiarlo ?) e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa o le mandorle della Colomba di Pasqua.
– Noi, che il 1° Novembre era ‘Ognissanti’ e non Halloween.
– Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
– Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.
– Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
– Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto (purtroppo anche Montezemolo !), la McLaren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote! E a Montecarlo giravano nell’altro senso.
– Noi, che andavamo all’autodromo di Modena a vedere le gare di moto con Ago e Paso e di mettevano di fronte alla fantastica esse in fondo al rettilineo per vedere le pieghe.
– Noi, che la penitenza era ‘dire-fare-baciare-lettera-testamento’, ma baciare di baciava poco.
– Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia e una prima strusciata di tetta.
– Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
– Noi, che nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo “guarda! te lo ricordi?” e poi sentiamo un nodo in gola e facciamo una smorfia
– Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
– Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.
– Noi, che eravamo in piazza dopo il rapimento e uccisione di Aldo Moro.
– Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: DC, PRI, PLI, PSI, PCI, MSI e si capiva qualcosa di più.
– Noi, che abbiamo voto per il primo referendum nel 1974 per confermare la legge sul divorSio.
– Noi, che trovammo lavoro quasi tutti e quasi subito.
. Noi, che siamo stati tutte queste cose e tante altre ancora.
Questa è la nostra storia.
Ma ognuno vive il SUO tempo!
Il compasso della conoscenza ognuno lo apre come può
e il cerchio disegnato della vita, piccolo o grande che sia, è… SUO e irripetibile.

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