Benvenuti a scuola, la bella sfiduciata e confusa

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di Martina Gaudino

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“Ho trovato un sistema scolastico sfiduciato e confuso per via delle troppe riforme. La legge 107 ha creato danni in gran parte irreparabili. Interverremo inizialmente per modificare tutto quello che non funziona”. Ha esordito così il Ministro Bussetti in un’intervista rilasciata a Il Mattino lo scorso 14 luglio.

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Eppure la scuola sembra ferma, immobile, spinta dal calore insistente di questa prima estate gialloverde. Il popolo dell’istruzione, forse mai come ora, non sa bene da che parte stare. Molti hanno votato Salvini, molti hanno votato Di Maio. L’aver espresso il proprio voto, però, non è indice di appartenenza ad uno schieramento perché la scuola è guidata dal solo timore di ritrovarsi davanti al Pd.

La scuola ha demolito Renzi al Referendum e ha sollevato le sorti di Lega e Movimento 5 Stelle.

Si è parlato di voto di protesta, di Governo del Cambiamento, ma il sistema scolastico, dice bene Bussetti, è sfiduciato e confuso. Confuso soprattutto politicamente.

La verità è che forse gli insegnanti non sanno più cosa vogliono o meglio, sanno di voler tornare ad una scuola sana e poco politicizzata. Un sistema istruzione che non diventi bandiera al vento della politica fatta di promesse mai mantenute e speranze vuote.

Bisognerebbe ripensare seriamente a cosa abbiamo deciso di trasmettere, quali valori, quale educazione, quale rispetto. Bisognerebbe ripartire dai ragazzi e non più dagli spot elettorali. La scuola è bella, è condivisione, è salvezza e lentamente muore.

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