Usa il telefonino in classe e prende sette in condotta. Ma il Tar cancella il brutto voto

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Un telefonino requisito in classe, durante la lezione, e la studentessa si ritrova con sette in condotta in pagella. Ma fa ricorso al Tar e il voto viene annullato. E’ successo in una scuola media di Carugate, in provincia di Milano: la ragazzina estrae il telefonino dallo zaino, senza l’autorizzazione dell’insegnante, per fare un video finito poi anche sui social network, così l’istituto decide di applicare un richiamo scritto (una sanzione disciplinare) e soprattutto le affibbia un sette in condotta. Decisioni, però, tutte annullate dal Tar della Lombardia dopo il ricorso dei genitori dell’adolescente. Il motivo: secondo i giudici, gli insegnanti non hanno ascoltato la versione della ragazzina.

La scuola in sostanza, scrivono i giudici nella sentenza, non hanno rispettato il “principio del contraddittorio” non avendo “inviato all’interessata alcuna contestazione degli addebiti e non avendo, a maggior ragione, provveduto ad acquisire, nel corso del procedimento, le ragioni dell’incolpata”. Anche la valutazione della condotta, spiega la terza sezione del Tar, è “affetta da illegittimità in quanto basata, a quanto risulta e in mancanza di ulteriori specificazioni da parte dell’Amministrazione intimata, su un unico episodio peraltro neppure adeguatamente ricostruito”. Per “resistere” al ricorso presentato dai genitori della ragazzina su quel fatto, avvenuto nell’anno scolastico 2016-2017, si è costituito nel procedimento anche il ministero dell’Istruzione.

Mapifin
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