Lo stress del docente alla fine dell’anno scolastico

5  min di lettura

di Marco Gaudino, insegnante

Banner

qui il suo libro La Scuola Dentro

Mapifin

E ci si ritrova stanchi morti in piena attivita’ cartacea tra esami, relazioni ecc.
Mi chiedo se a contribuire a questo stress ci possano essere i mancati riconoscimenti da parte di colleghi, dirigenti e genitori che nonostante l’impegno profuso non hanno accennato a dire un Grazie.

Mi soffermo a riflettere se siamo ancora persone o viviamo in un contesto in cui siamo solo servizio, suscettibili di richiamo come se fossimo degli scolaretti delle elementari punibili con delle urla o con delle facce storte.

Mi interrogo nel pensare forse colleghi vicini al pensionamento messi ancora sotto torchio, mi fermo nel guardare gli occhi di tutti gli insegnanti che conosco e incontro per strada nel dire “meno male che e’ finita”.

Eppure sento ancora la speranza di poter credere ancora che ci possa essere un grazie detto da tutti a tutti.

E invece forse siamo tutti li stressati a contare i giorni, le ore, i minuti e… pensare che ci sono scuole secondarie di primo grado che hanno messo collegi docenti il giorno 2 luglio.

E pensare che ci sono persone che ci guardano come i fortunati che ora gia’ sono in ferie, a non far nulla dalla mattina alla sera.

Dei mangiapane a tradimento, dei parassiti sociali, ma… cari colleghi sappiate che e’ tutta e sola invidia.

Noi valiamo e come se valiamo.

Ma la cosa peggiore che possiamo ricevere a fine anno scolastico sono i richiami dei dirigenti. In quei richiami c’e’ una declassificazione sociale incredibile, ci sta il non capire quanto lavoro e’ stato profuso nel corso dell’anno, ma qualcuno potrebbe dissentire dicendo: lo stipendio lo si percepisce ogni mese ed e’ giusto lavorare e basta; bene allora immaginate un cliente che entra in un bar e solo perche’ paga deve avere il diritto di urlare addosso al barista per un caffe’ non gradito!

Entriamo in una questione delicata che sfugge quasi a tutti nella Scuola, ed e’ un concetto educativo primario da promuovere tra alunni e comparto al completo: il rispetto della persona.

Nessuno nella scuola deve avere il diritto di calpestare nessuno, che sia collega, che sia Ata, che sia personale docente.
Eppure in molte Scuole Italiane accade il contrario!

Non e’ vero?

Attendo dibattito nei commenti.

E vi dico quel grazie che forse avete spesso avuto o forse no, e in questo frangente lo faccio per aver condiviso con me le nostre gioie e i nostri dolori, nella certezza che voi che leggete “Oggi Scuola” siete docenti diversi che sanno dirsi bravi a vicenda.

Grazie

LEGGI ANCHE “LA GRANDE FARSA DI FINE ANNO NELLA SCUOLA DELL’OBBLIGO”

FOTO CBN.COM

I commenti sono chiusi.