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Deputata leghista: “Gli insegnanti non devono parlare o scrivere di politica”

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Il caso della nave Aquarius ha, naturalmente, creato opinioni, pareri e soprattutto schieramenti. Proprio la contrarietà di un post scritto dalla dirigente scolastica del Cfp Veronesi Laura Scalfi ha scatenato la replica di Vanessa Cattoi, deputata della Lega.

“Il ruolo dell’insegnante dovrebbe prevedere l’astensione dal commento politico” ha sentenziato l’onorevole. Parole pesanti che gli insegnanti hanno interpretato come un atto di censura. La dirigente, riporta l’Adige, ha commentato così la vicenda: «”Spagna civile.#Italia governata da criminali che riducono alla fame 600 disperati”. Una opinione del tutto personale, scritta su un profilo privato e non di certo sbandierata a scuola.

E così, con un comunicato stampa ha fatto sapere “Come può una dirigente di un istituto professionale scrivere una cosa simile? Il ruolo dell’insegnante dovrebbe prevedere l’astensione dal commento politico anche perché, altrimenti, potrebbero sorgere dubbi circa l’imparzialità dell’insegnamento stesso. Vorrei ricordare alla signora dirigente che pensare prima al benessere dei propri concittadini non è esser criminali ma è non essere discriminati nei confronti della nostra gente che lavora onestamente, paga le tasse e chiede solo di vivere in un Paese più sicuro ricevendo i giusti servizi dallo Stato”.

La ds ha prontamente risposto: “Esiste un articolo della costituzione che tutela la libertà d’espressione e non mi pare che escluda i dirigenti scolastici. Esiste anche la norma per cui i parlamentari si impegnano a far rispettare la costituzione. Questo mi aspetterei, da una deputata. A scuola c’è una pluralità di idee, i ragazzi sono condotti allo sviluppo del senso critico. In vista delle elezioni, abbiamo invitato i rappresentanti di 5 stelle, destra e sinistra. Perché questo è il senso della scuola. Altro discorso è la mia pagina Facebook, che è una pagina privata, a cui i miei ragazzi non hanno accesso, finché sono studenti. E questo non perché è una limitazione che ho posto io, benché non tenuta a farlo, e che mi sembra opportuna. Se l’onorevole Cattoi ritiene che il suo tempo di deputato sia ben speso, passandolo a guardare i siti delle persone anziché fare quello per cui è stata eletta, va bene. Ma se mette in dubbio la mia professionalità, quei dubbi li deve dimostrare. Che lei non condivida le mie idee, è del tutto legittimo. Che un governo si batta per modificare la convenzione di Dublino, e batta i pugni sul tavolo a Bruxelles, è altrettanto legittimo, è stato votato per questo. Ma io ritengo che non si possano fare scudo di 600 e più persone che sono in mare e aspettano che qualcuno faccia loro sapere dove andare. Io lo trovo sbagliato. È la mia idea. E la dico. Almeno finché la legge lo permetterà”.

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